Sulla recente questione dei decreti adottati dal Tribunale di Roma che hanno negato la convalida dei provvedimenti di "trattenimento" disposti dall'autorità italiana nei confronti di alcuni migranti che erano stati portati nelle "strutture" create in Albania, Giulio M. Salerno nell'editoriale di questa settimana chiarisce diversi profili di rilevante interesse costituzionale. E confrontando le contrapposte argomentazioni giuridiche ipotizza per un intervento risolutivo un nuovo eventuale ricorso della stessa Corte di giustizia dell'Unione europea.

IL TEMA DELLA SETTIMANA

In merito a quali norme vadano applicate sulla questione migranti, dopo il Tribunale di Roma che alla luce della sentenza della Corte di Giustizia non ha convalidato il trattenimento disposto dall'autorità italiana nei confronti di alcune persone portate in Albania, anche il foro di Bologna, pochi giorni dopo, ha rinviato a Lussemburgo il Dl "Paesi sicuri". L'editoriale di Giulio M. Salerno esamina i profili costituzionali della questione, riassumendone i punti essenziali e gli scenari futuri.

Presenta senz'altro alcuni profili di rilevante interesse costituzionale la questione sorta a seguito dei decreti recentemente adottati dal Tribunale di Roma e che hanno negato la convalida dei provvedimenti di "trattenimento" disposti dall'autorità italiana (ovvero, più precisamente, la Questura di Roma) nei confronti di alcuni migranti che erano stati portati mediante navi militari italiane nelle "strutture" create in Albania a seguito dell'entrata in vigore del Protocollo stipulato tra I'Italia...

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