“Profonda preoccupazione” per il destino dell’Ufficio per il processo e per i precari, in vista della scadenza del 30 giugno, e la richiesta di un “nuovo incontro per avere risposte” sul futuro della struttura: è quanto ha chiesto il presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) Giuseppe Tango in una lettera, inviata stamattina, al ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Una lettera che arriva dopo l’incontro avvenuto ad aprile in cui Anm ha “illustrato quelle che riteniamo essere le urgenze prioritarie del sistema giustizia. Due di queste - sottolinea Tango nella missiva - hanno scadenze imminenti, a partire dall’Ufficio per il processo, che terminerà la sua funzione - per come la conosciamo - il prossimo 30 giugno. Esprimiamo la nostra apprensione per il destino dei precari addetti all’ufficio per il processo e per la sua stessa struttura, che rischia seriamente di essere messa in discussione”.

Rispondendo al questione time del 27 maggio scorso, il Ministro Nordio aveva affermato che l’Upp non sarà ridimensionato ma “rafforzato e reso strutturale”. Rivendicando anche lo sforzo finanziario autonomo dello Stato per stabilizzare “quasi tutti” gli addetti. Riguardo al secondo blocco di stabilizzazioni, previsto dall’avviso del 16 marzo 2026, il Guardasigilli ha detto che riguarderà 6.919 unità nel profilo di addetti all’Ufficio per il processo, 712 tecnici dell’amministrazione e 1.488 operatori data entry. “Praticamente – ha concluso Nordio - abbiamo colmato il 90% di quelle situazioni che erano per così dire precarie”.

Nella lettera, l’Anm scrive: “Abbiamo ascoltato le dichiarazioni pubbliche da parte Sua e del viceministro Sisto, ma non possiamo nascondere la profonda preoccupazione per la mancanza di atti seguenti”. Da qui la richiesta di “un nuovo incontro per avere risposte in merito al destino dell’Ufficio per il processo, ribadendo i timori espressi nel nostro confronto dello scorso aprile”.

 

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