Civile

Tutela della privacy: condanna pesante per foto scattate a un personaggio noto contro la sua volontà

La richiesta dell'attore era pari a 4 milioni di euro e la Cassazione l'ha ritenuta fondata

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di Giampaolo Piagnerelli

Anche gli attori di fama mondiale come George Clooney hanno diritto a essere tutelati sul fronte della privacy. In caso contrario spetta loro un congruo risarcimento. Lo precisa la Cassazione con l'ordinanza n. 17217/21. Con atto di citazione notificato il 19 luglio 2010 George Clooney conveniva in giudizio dinanzi al tribunale di Milano il gruppo editoriale Arnoldo Mondadori spa e Alfonso Signorini, nella qualità di direttore del periodico "Chi", chiedendo di accertare la violazione del diritto all'immagine dell'attore, ritratto nell'agosto 2009, in atteggiamenti intimi con la sua compagna Elisabetta Canalis nel parco di villa Oleandra nei pressi del lago di Como. L'istante ha chiesto la condanna dei convenuti al risarcimento dei danni subiti, quantificati in 4milioni di euro.

Il tribunale di Milano - con sentenza n. 14065/2013 - ha accertato l'illiceità della pubblicazione e ha condannato il gruppo Mondadori Spa e Alfonso Signorini in solido alla corresponsione di 300mila euro a favore dell'attore. Di diverso avviso i giudici d'appello che, in parziale riforma della pronuncia di primo grado, hanno condannato gli originari convenuti all'importo decisamente più contenuto e pari a 40mila euro. In particolare il giudice di seconde cure ha reputato eccessiva la quantificazione del danno operata dal tribunale, comprensiva del danno patrimoniale non provato dall'attore.

Secondo la Corte d'appello la lesione era durata solo alcuni giorni e poiché il grado di intrusività non era particolarmente elevato anche il risarcimento del danno non patrimoniale doveva ritenersi eccessivo. Contro questa sentenza l'attore ha proposto appello in Cassazione. E nel motivo di ricorso principale si legge che se un attore - premio Oscar, conosciuto e amato in tutto il mondo, con un' immagine valutata milioni di euro - non ha mai venduto sue foto , una volta pubblicate contro il suo consenso, deve essere risarcito adeguatamente.

I Supremi giudici hanno accolto il motivo e hanno chiarito che anche nei casi di un personaggio molto noto non è possibile abbandonare il diritto all'immagine. Ne consegue che nell'ipotesi di plurime violazioni di legge dovute alla pubblicazione e divulgazione di fotografie in dispregio del divieto, non può escludersi il diritto al risarcimento del danno patrimoniale che ben può essere determinato in via equitativa.

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