Professione e Mercato

Una nuova professionalità, al fianco di un nuovo tipo di imprenditore

Durante l'incontro è emerso come le esigenze del mercato legale siano oggettivamente cambiate rispetto a quelle del mercato tradizionale e come sia oggi richiesto al giurista del mercato 4.0 di essere sempre più comunicatore e "business oriented"

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di Fabrizio Ventimiglia e Maria Elena Orlandini*


Lo scorso 31 marzo, nel corso della Rubrica "Speakers' Corner" del Centro Studi Borgogna, il Presidente Avv. Fabrizio Ventimiglia ha avuto modo di confrontarsi con l'Avv. Alessandro Palma sulla nuova professionalità e le nuove competenze che sta acquisendo l'avvocato, e di riflesso anche il giurista d'impresa, nel nuovo mercato legale.

Durante l'incontro è emerso come le esigenze del mercato legale siano oggettivamente cambiate rispetto a quelle del mercato tradizionale e come sia oggi richiesto al giurista del mercato 4.0 di essere sempre più comunicatore e "business oriented".

L'avvocato, difatti, deve maturare le "soft skills" richieste nel nuovo settore legale come la capacità di visione, l'empatia e il problem solving, che appartengono, per definizione, proprio al businessman.

L'avvocato, nel nuovo mercato 4.0, non è semplicemente colui che assiste il proprio cliente nella fase patologica del procedimento e della controversia (ossia nelle aule di Tribunale), ma lo deve, altresì, accompagnare nello sviluppo del business, sin dagli albori dell'attività di impresa che il cliente intende esercitare.

Occorre, dunque, implementare quelle competenze proprie del settore stragiudiziale, come la capacità di comunicazione durante le negoziazioni e l'attenzione verso i clienti ma, oltre ad essere attenti conoscitori delle leggi, si deve sviluppare anche una propria "business idea" che differenzi l'avvocato moderno da quello "tradizionale", che concentra la propria attività nelle aule del Tribunale.

Per maturare le capacità ora menzionate è necessario che il giurista possegga ulteriori skills quali l'empatia, la capacità di gestire lo stress ed il tempo, la leadership nonché la capacità di parlare in pubblico.

Ma le capacità ora menzionate non devono maturare soltanto quando ci si confronta con il proprio assistito, ma devono essere messe in campo anche – e soprattutto – nel proprio studio legale.

Il giurista del nuovo mercato è sicuramente attento al welfare dei propri collaboratori, crea coesione nel proprio team e senso di appartenenza, eliminando qualsiasi incomprensione e favorendo costantemente il dialogo.

Il team leader inoltre – che verosimilmente coincide con la figura dell'avvocato Partner dello studio legale o con il "Head of Legal" delle aziende – deve avere a cuore le necessità del proprio team, ne deve favorire il benessere e deve incentivare l'integrazione di questi – anche – nei contesti più ampli.

Ma non solo.

L'avvocato 4.0 deve sviluppare anche competenze grafiche, ricorrendo al legal design al fine di semplificare e rendere più immediati i concetti giuridici alle aziende e agli assistiti.
A titolo meramente esemplificativo, si pensi al lavoro di legal design da poco pubblicato dal Social Network Instagram in cui viene riassunta, con 3 IGstories (per i non esperti 3 diapositive animate) la propria Privacy Policy.

Orbene, se i legali utilizzassero un linguaggio meno "legalese", valorizzando, ancor più, il ricorso a schemi e "bullet points", si otterrebbe una comunicazione accessibile a tutti, anche ai non addetti ai lavori, e si riuscirebbe sicuramente a creare maggior consenso.

Lo stesso organigramma dello Studio Legale, sin dall'ultima riforma del Codice Deontologico, sembra difatti favorire il coinvolgimento di commercialisti, consulenti e fiscalisti nella propria struttura per meglio adattarsi alle odierne esigenze del cliente, che spaziano dalla consulenza legale a quella commerciale nello sviluppo del business, dove il cliente vuole essere accompagnato in ogni singolo step.

È ormai sotto gli occhi di tutti che il ruolo dell'avvocato e del giurista stia cambiando.
L'avvocato sta diventando sempre di più un business manager.

Nei prossimi anni, sicuramente andremo incontro a una nuova realtà legale, la quale potrebbe comportare una maggiore managerialità nelle infrastrutture (come ad esempio nel Tribunale, coniando la figura del Court Manager), dove verrà sempre più favorito lo smart working o addirittura il co working e in cui realtà sempre diverse si troveranno a confrontarsi quotidianamente, promuovendosi, di conseguenza, uno scambio di idee e nuovi spazi di condivisione.

*a cura di Avv. Fabrizio Ventimiglia e Avv. Maria Elena Orlandini ( (dello Studio Legale Ventimiglia)

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