Violenza sessuale, Aiga e Ocf: bene la nuova formulazione
Per i Giovani avvocati: “corretto bilanciamento tra tutela dell’offeso ed i principi in tema di prova”. Per l’Ocf: “passo avanti in termini di chiarezza e determinatezza della fattispecie”
Aiga e Ocf accolgono con favore la riformulazione del disegno di legge in materia di violenza sessuale approvata dalla Commissione Giustizia del Senato. Il testo base sarà dunque quello proposto da relatrice Giulia Bongiorno che introduce, rispetto al testo approvato all’unanimità alla Camera nel novembre scorso, la “volontà contraria” al rapporto sessuale, e non più dunque il “consenso libero e attuale”.
In sede di audizione, l’Associazione dei giovani avvocati aveva già sollecitato il superamento del requisito dell’assenza di un “consenso libero e attuale”, ragion per cui – si legge in una nota - “l’odierna formulazione, fondata invece sul dissenso della vittima, si pone in linea con le osservazioni avanzate da AIGA, garantendo un più corretto bilanciamento tra le esigenze di tutela della persona offesa e il rispetto dei principi fondamentali dell’ordinamento penale in tema di prova”. L’Aiga continuerà “a seguire con attenzione l’iter parlamentare” per una “più coraggiosa suddivisione della fattispecie nei distinti reati di violenza sessuale e di molestie sessuali”. “Solo così – conclude la nota - potrà garantirsi la piena attuazione del principio costituzionale di proporzionalità della pena”.
L’Organismo Congressuale Forense ribadisce che le criticità della materia dei reati sessuali richiedono una riforma complessiva che “adegui la nostra disciplina a quella degli altri Stati Europei e alla Convenzione di Istanbul”. In questo senso, afferma un comunicato dell’Ocf, “il testo dell’art. 609 bis c.p. approvato in Commissione concretizza un passo avanti in termini di chiarezza e determinatezza della fattispecie rispetto al testo precedente molto problematico”.
Secondo l’Organismo di rappresentanza dell’avvocatura, infatti, la modifica recepisce “alcune delle indicazioni formulate da O.C.F.”. In particolare, quella di “incentrare la violenza sessuale sul dissenso della vittima”, soluzione che “garantisce certezza alla fattispecie e, al contempo, tutela maggiormente la volontà contraria della persona offesa a prescindere dall’uso di minaccia o violenza”. “Anche la differenziazione della pena in base alla gravità della condotta – conclude il comunicato - segna un percorso che si avvicina alla legislazione degli altri Stati Europei e trova il consenso dell’avvocatura”.





