XX Congresso penalisti, Petrelli: “Senza riforma della magistratura scenario oscuro”
Francesco Petrelli è stato confermato Presidente della Giunta dell’Unione delle camere penali per il biennio 2025-2027; Giulia Boccassi sarà Vice Presidente; Rinaldo Romanelli, Segretario e Laura Antonelli, Tesoriere
C’è un tema di forte convergenza fra i penalisti riuniti nel fine settimana appena passato a Catania per il XX Congresso dell’Ucpi e il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenuto in collegamento, ed è la riforma dell’ordinamento giudiziario. Per il presidente - confermato - dell’Ucpi Petrelli in caso di mancata approvazione si rischia un “scenario oscuro”, segnato dal radicarsi definitivo del “correntismo”; per il Guardasigilli il via libera segnerebbe una “rivoluzione copernicana”, capace di ridisegnare i rapporti fra avvocatura, pm e giudici. Su altri temi la consonanza è più tiepida o non c’è proprio come quando il Ministro ha affermato l’assenza di correlazione tra sovraffollamento e suicidi in carcere.
La due giorni di interventi e dibattiti siciliana si è conclusa con l’elezione per acclamazione della Giunta per il biennio 2025-2027: oltre a Francesco Petrelli come Presidente sono stati eletti: Giulia Boccassi, Vice Presidente; Rinaldo Romanelli, Segretario; Laura Antonelli, Tesoriere. Mentre componenti di Giunta sono: Enrico Amati, Simona Barbone, Andrea Cavaliere, Giuseppe Ledda, Luigi Miceli, Valerio Murgano, Gaetano Sassanelli, Barbara Sorgato, Gian Luca Totani.
Tornando ai temi affrontati, per il Guardasigilli l’auspicio è che il referendum non venga “gravato di un significato politico perché sarebbe una cosa pericolosissima per tutti”. “Quindi – ha proseguito - il mio auspicio è non soltanto di tenere bassi i toni ma di dare a questo referendum il suo significato reale, cioè di una discussione tecnica, pacata e civile su quello che è un argomento giuridico costituzionale”. Nordio ha poi richiamato uno dei temi cari all’avvocatura la citazione espressa della figura dell’avvocato nella Costituzione. “Il primo rammarico è quello di non essere riuscito a inserire la figura dell’avvocato nella Costituzione. Spero sia possibile dopo il referendum sulla giustizia, entro la fine della legislatura”. Anche se questa volta l’accoglienza è stata più tiepida considerato che i tempi per una riforma costituzionale sarebbe molto stretti.
“Il 20% delle persone detenute è in attesa di giudizio – ha poi detto il Guardasigilli - : questo è il vero scandalo di una democrazia, non fare espiare una pena dopo un processo. Il vero scandalo è che in Italia vi siano migliaia di persone in carcere, una buona metà delle quali alla fine dichiarata innocente o condannata a una pena sospesa”.
Il presidente dell’Unione delle Camere penali italiane (Ucpi) Francesco Petrelli, nell’intervento di chiusura, rispondendo a chi lo inviata a “contestualizzare” rispetto all’attuale scenario politico la riforma della magistratura ha detto: “Non ci può sfuggire l’insostenibilità della condizione attuale, sia sul piano ordinamentale che di quello processuale, e non ci si può sottrarre dal constatare che se il percorso di questa riforma non dovesse giungere al suo esito auspicato, con tutte le prospettive di modernizzazione dell’ordinamento giudiziario, quello che ci attende è uno scenario davvero oscuro ed asfittico, impermeabile ad ogni possibile cambiamento”. “Il correntismo – ha proseguito - si radicherebbe definitivamente, e il suo ’sistema’ di controllo interno sulla magistratura verrebbe santificato e promosso a ’buon governo’, a forma ottimale imperitura di gestione dei poteri del Csm - ha continuato - Si affermerebbe definitivamente e assiomaticamente quell’idea deforme della natura ’rappresentativa’ del Csm e, dunque, della funzione indispensabile delle correnti, facendo tramontare del tutto l’idea costituzionale - fondamentale ai fini della conservazione dell’equilibrio fra poteri - del Csm come puro e semplice ’organo di garanzia’”.
“Sarà una campagna durissima – ha aggiunto - perché il rischio di rimanere schiacciati fra due blocchi contrapposti è evidente. La polarizzazione, figlia della radicalizzazione del discorso politico, rischia di trasformare il voto referendario sul tema della riforma della giustizia in un referendum pro o contro il governo o, ancor peggio, in uno scontro aperto fra politica e magistratura”. “All’interno di un simile scenario, i temi tecnici rischiano di essere del tutto eclissati. Rischiamo di vedere la nostra voce sovrastata da quella di maggioranza e opposizione, di politica e magistratura”.
Cambiando argomento, a proposito della IA ha promesso: “Non consentiremo che l’intelligenza artificiale divenga strumento del giudice ed ancor meno mezzo pericoloso, pervasivo ed asimmetrico nella fase delle indagini. Continueremo a coltivare il nostro originale modello accusatorio”.
Semplificazione amministrativa: una nuova "buona" legge non basta
di Patrizio Leozappa - Segretario dell'Unione nazionale avvocati amministrativisti e Presidente della Camera amministrativa romana



