La Corte di giustizia dell'Unione europea con la sentenza depositata il 3 giugno 2025, nella causa C-460/23 (Kinsa), su richiesta del Tribunale di Bologna, ha stabilito che, in base al diritto dell'Unione, un cittadino extra Ue che entra con la figlia minorenne, in modo irregolare, sul territorio di uno Stato membro non può essere accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

LA MASSIMA

Immigrazione e stranieri - Spazio di libertà, sicurezza e giustizia - Asilo - Immigrazione irregolare - Favoreggiamento - Diritti dei minori - Obblighi del genitore - Responsabilità genitoriale - Interesse superiore del minore - Presentazione dell'istanza di asilo - Esclusione del reato - Disapplicazione. (Direttiva 2002/90, articolo 1; Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, articoli 7, 24 e 52)
L'articolo 1, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2002/90/CE del Consiglio, del 28 novembre 2002, volta a definire il favoreggiamento dell'ingresso, del transito e del soggiorno illegali, letto alla luce degli articoli 7 e 24 nonché dell'articolo 52, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, deve essere interpretato nel senso che: da un lato, non rientra nei comportamenti illeciti di favoreggiamento dell'ingresso illegale la condotta di una persona che, in violazione del regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone, fa entrare nel territorio di uno Stato membro minori cittadini di paesi terzi che l'accompagnano e di cui è effettivamente affidataria e, dall'altro lato, che tali articoli ostano una normativa nazionale che sanziona penalmente una siffatta condotta.

Corte di giustizian dell'Unione europea - Grande sezione - Sentenza 3 giugno 2025 - Causa C-460/23 - Commento Presidente Lenaerts; Relatore Piçarra; Avvocato generale Richard de la Tour; domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte dal Tribunale di Bologna (Italia), con ordinanza del 17 luglio 2023 nel procedimento penale a carico di OB con l'intervento di Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna

La Corte di giustizia dell'Unione europea con la sentenza depositata il 3 giugno 2025, nella causa C-460/23 (Kinsa), su richiesta del Tribunale di Bologna, ha stabilito che, in base al diritto dell'Unione, un cittadino extra Ue che entra con la figlia minorenne, in modo irregolare, sul territorio di uno Stato membro non può essere accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Inoltre, il giudice nazionale è tenuto a disapplicare il diritto interno, incluso l'articolo 12 del testo unico...

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