Professione e Mercato

Professionisti ancora esclusi dai ristori: attesa per un nuovo decreto

di Francesco Machina Grifeo

In breve

Oliveti (Adepp): "Perplessità per esclusione, discriminazione poco comprensibile". De Angelis (Aiga): «I liberi professionisti sono stati dimenticati dal Governo». Malinconico (Ocf): «Nessun aiuto, professionisti a rischio»

Per una volta s'era anche trovato l'accordo politico tra maggioranza opposizione. A sbloccare l'impasse, il preannuncio da parte del ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, di voler impegnare parte del nuovo scostamento di bilancio per ristorare direttamente i professionisti ordinistici, ma nel Dl Ristori-quater (Dl 157/2020, pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» del 30 novembre) di ristorinon ve n'è traccia. Per estendere il fondo perduto anche agli iscritti alle Casse di previdenza private che hanno registrato un rilevante calo di fatturato, si dovrà, dunque, (forse) aspettare un nuovo decreto - il Ristori quinquies - che dovrebbe seguire l'approvazione della legge di Bilancio. In questo caso si arriverebbe ai primi di gennaio 2021, a meno che non si riesca ad intervenire prima con un emendamento alla Finanziaria.

"Siamo contenti per gli agenti di commercio ma restiamo perplessi per l'esclusione di tutti gli altri liberi professionisti iscritti alle Casse di previdenza di primo pilastro". Così Alberto Oliveti, presidente dell'Adepp, l'associazione degli enti di previdenza privati italiani. "Oltre ad essere una discriminazione poco comprensibile - continua Oliveti -, quest'esclusione infatti contrasterebbe con quanto aveva annunciato solo pochi giorni fa il ministro Gualtieri, che aveva condiviso l'esigenza di intervenire con misure perequative per questa platea già fortemente danneggiata". "Ciononostante confidiamo ancora che una lettura più approfondita della norma possa dare adito a un'interpretazione diversa e quindi portare a una piena inclusione di tutti i professionisti tra i destinatari degli aiuti".

«Condividiamo – recitava infatti un comunicato di qualche giorno fa di Gualtieri - la necessità di ristorare, sulla base dei dati del 2020, anche i liberi professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatori o alla Gestione separata». Su questa base il Parlamento aveva poi votato quasi all'unanimità lo scostamento di bilancio per 8 miliardi di euro che è servito a finanziare il Dl 157/2020.

«Ancora una volta - commenta il Presidente dell'Aiga, Antonio de Angelis -, i liberi professionisti sono stati dimenticati dal Governo. Nessuna indennità o possibilità di accesso a contributi è stata prevista per i tanti liberi professionisti che, a causa della seconda ondata, hanno nuovamente visto ridotta la propria attività lavorativa». «Permangono dei dubbi – conclude De Angelis – sull'indennità da 800 euro, dipenderà dai Cotici Ateco che verranno inseriti».

Per Giovanni Malinconico, coordinatore dell'Organismo congressuale forense: «Il profondo sconcerto non cela la grande delusione, l'irritazione e la preoccupazione dell'Avvocatura italiana per il nuovo Decreto Ristori che, almeno per quanto riguarda i professionisti, non ristora alcunché e mostra la solita generale disattenzione nei confronti della categoria». «Di tutte le richieste dell'Ocf, nessuna è stata presa in considerazione - prosegue Malinconico - nel decreto c'è pochissimo, solo un generico rinvio di alcune scadenze fiscali al 10 dicembre o al 30 aprile. Ma non troviamo alcun sostegno concreto, stanziamenti a fondo perduto come per altre categorie, non troviamo neppure alcun incentivo fiscale». «Non ci si rende conto che agendo in questo modo non si garantisce la sostenibilità delle professioni - conclude il coordinatore - fondamentali per garantire la tenuta del sistema Paese».

C'è stata invece la proroga, per imprese e professionisti, del versamento del secondo acconto di Irpef, Ires e Irap dal 30 novembre al 10 dicembre. Proroga che sarà estesa al 30 aprile per le imprese con un fatturato non superiore a 50 milioni di euro nel 2019 e che hanno registrato un calo del 33% del fatturato nei primi sei mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

Approvata anche la proroga dei termini delle definizioni agevolate prevista dal decreto cura Italia (Dl 18/2020) che viene portata dal 10 dicembre 2020 al 1° marzo 2021. Si estende così il termine per pagare le rate della rottamazione-ter e del saldo e stralcio in scadenza nel 2020, senza che si incorra nell'inefficacia della definizione agevolata.

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