In tema di responsabilità sanitaria, il danno da perdita del feto imputabile a omissioni e ritardi dei medici è morfologicamente assimilabile al danno da perdita del rapporto parentale. Così la Cassazione con la sentenza 26826/2025.
LA MASSIMA
Responsabilità e risarcimento - Responsabilità professionale - Responsabilità sanitaria - Danno da perdita del feto - Omissioni e ritardi dei medici - Danno da perdita del rapporto parentale - Assimilazione - Risarcimento - Liquidazione - Tabelle milanesi. (Cpc, articolo 117)
In tema di responsabilità sanitaria, il danno da perdita del feto imputabile a omissioni e ritardi dei medici è morfologicamente assimilabile al danno da perdita del rapporto parentale, che rileva tanto nella sua dimensione di sofferenza interiore patita sul piano morale soggettivo, quanto nella sua attitudine a riflettersi sugli aspetti dinamico-relazionali della vita quotidiana dei genitori e degli altri eventuali soggetti aventi diritto al risarcimento del danno. In tema di responsabilità sanitaria, la perdita del frutto del concepimento prima della sua venuta in vita, imputabile a omissioni e ritardi dei medici, determina la risarcibilità del danno da perdita del rapporto parentale, che si manifesta prevalentemente in termini di intensa sofferenza interiore tanto del padre, quanto (e soprattutto) della madre. In tema da risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale, il giudice di merito è tenuto ad applicare le tabelle milanesi, utilizzandone i singoli parametri alla luce dei principi in tema di morfologia del danno da perdita del frutto del concepimento, tenuto conto di tutte le circostanze di fatto portate al suo esame, procedendo altresì, tutte le volte in cui sia possibile, all'interrogatorio libero delle parti ex articolo 117 del Cpc.
In questo scenario di incertezza si inserisce ora, dunque, l'ordinanza n. 26926/2025 della Suprema corte di cassazione resa il giorno 6 ottobre 2025 legata a un caso di responsabilità sanitaria, per fatti risalenti addirittura al 2008.
La decisione n. 26926/2025 della Cassazione
Il fatto storico riguarda una tragica vicenda che vide coinvolta una donna venticinquenne, alla quarantunesima settimana di gravidanza, recatasi al pronto soccorso dell'ospedale per il parto. Nonostante i segnali di sofferenza fetale rilevati dai tracciati cardiotocografici...


