In assenza di tali criteri, l'impiego di strumenti di IA rischia di produrre una frattura profonda tra la promessa di maggiore efficienza repressiva e la salvaguardia delle garanzie fondamentali: il processo penale verrebbe snaturato, trasformandosi da sede di verifica critica in momento di mera omologazione tecnica di risultati algoritmici.
Se nel contributo precedente si è mostrato come l'intelligenza artificiale rafforzi la dimensione preventiva spostando l'intervento penale su un piano anticipatorio fondato sulla gestione del rischio, occorre ora soffermarsi sul suo ruolo nella fase repressiva.
Le prove digitali: autenticità, ammissibilità e affidabilità
Un aspetto fondamentale dell'impiego dell'intelligenza artificiale in tale fase è rappresentato dalla prova digitale. Prima di affrontare direttamente questo tema, è tuttavia necessario richiamare un criterio interpretativo ormai imprescindibile...
Argomenti
I punti chiave
- Le prove digitali: autenticità, ammissibilità e affidabilità
- La definizione di prove digitali e la compatibilità con il giusto processo
- Il modello di validazione forense multilivello: un tentativo di controllare i rischi
- Le prove algoritmiche e il rischio di introdurre una asimmetria cognitiva tra giudice e tecnologia e le false prove
- I bias strutturali incorporati nei dataset utilizzati per l'addestramento dei modelli
- La necessità di adottare meccanismi di controllo e validazione esterna delle evidenze digitali
EDITORIALE - Semplificazione norme, una nuova legge che getta le basi per un piano di riordino
di Marcello Clarich, Ordinario di diritto amministrativo Sapienza Università di Roma e Andrea Nardi, Avvocato del Foro di Roma
