AMBIENTE E TERRITORIO

VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE

VIA, VAS e AIA - Art. 22 d.lgs. n. 152/2006 - Proponente - Studio di impatto ambientale - Opzione zero - Onere di indicare possibili alternative - Grava sul proponente - Amministrazione procedente - Indicazione delle azioni necessarie a superare il diniego di compatibilità ambientale - Non è richiesta - Vaglio delle alternative proposte.

L'art. 22 del D.lgs. n. 152 del 2006 stabilisce che il proponente è tenuto a predisporre uno studio di impatto ambientale e, nel fissare le regole sulle informazioni minime da riportare, prescrive, al comma 3, lett. d), che tale studio deve contenere "una descrizione sommaria delle principali alternative prese in esame dal proponente, ivi compresa la cosiddetta opzione zero, con indicazione delle principali ragioni della scelta, sotto il profilo dell'impatto ambientale". Tali previsioni stabiliscono di identificare e valutare le alternative al progetto, compresa la sua non realizzazione, indicando espressamente le ragioni della scelta effettuata; ciò al chiaro fine di rendere la scelta trasparente e di evitare attività che causino sacrifici ambientali superiori a quelli necessari a soddisfare l'interesse sotteso all'iniziativa (cfr. Cons. Stato, sez. II, 8 marzo 2021 n. 1902 citata dai ricorrenti; Id, 18 maggio 2018, n. 3011). Grava pertanto sul proponente l'onere di indicare le possibili alternative alla soluzione proposta, ivi compresa quella di non realizzazione dell'intervento, in quanto inutile o poco utile a renderlo prevalente sugli interessi contrapposti in gioco, mentre l'Autorità procedente è tenuta, non ad indicare le azioni necessarie a superare il diniego di compatibilità ambientale, ma a vagliare le alternative proposte.

AMBIENTE E TERRITORIO

RIFIUTI

Rifiuti - Determinazione della tariffa per o smaltimento - Pregiudizio economico - Singoli cittadini - Contestazione in giudizio - Comune - Interesse collettivo e interesse individuale dei cittadini utenti del servizio - Diversità - Inammissibilità del ricorso.

Il rapporto che scaturisce dalla determinazione della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti è un rapporto di natura tributaria, che intercorre tra l'Amministrazione e gli amministrati, che sono i singoli cittadini: e questi soltanto subiscono il pregiudizio economico derivante dalla supposta erronea determinazione delle voci di costo dello smaltimento dei rifiuti, cosicché soltanto a questi è concessa la facoltà di contestare la determinazione tariffaria al momento in cui la stessa si attualizza con la richiesta di pagamento. È ben vero che il Comune è l'Ente esponenziale della collettività che sul suo territorio risiede, ma non pertiene a quest'ultimo agire in surroga rispetto all'interesse vantato dai propri cittadini, né al Comune pertiene la tutela delle posizioni economiche degli amministrati (in tesi incisi da un errato innalzamento della tariffa) perché l'interesse collettivo della comunità comunale non coincide con l'interesse individuale dei cittadini utenti del servizio, essendo quest'ultimo perseguibile direttamente dal soggetto che ne è titolare esclusivo (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 30 giugno 2017 n. 3217; 9 maggio 2024 n. 4183).

ATTI E PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI

ACCESSO AGLI ATTI

Procedimento amministrativo - Accesso ambientale e accesso documentale - Differenza - Silenzio dell'amministrazione nel caso di istanza di accesso ambientale - Natura - Silenzio inadempimento.

L'accesso ambientale non ha a oggetto documenti ma informazioni ambientali relative allo stato dell'ambiente (ecosistema) e ai fattori in grado di incidere sullo stesso. Cosicché restano esclusi quei documenti relativi ad attività che determinano impatto ambientale, ovvero relativi a informazioni ambientali non connesse ai fattori ambientali. In caso di inerzia dell'amministrazione rispetto all'istanza di accesso ambientale, non si dà luogo a silenzio diniego, ma a silenzio inadempimento, trattandosi di materia europea.

APPALTI

PROCEDURE DI AFFIDAMENTO

Appalti pubblici - Servizi - Procedure di affidamento - Gara - Requisiti di partecipazione - Regolarità fiscale - DURC - Natura del requisito.

Nelle controversie relative a procedure di affidamento di lavori, servizi o forniture da parte di soggetti tenuti al rispetto delle regole di evidenza pubblica, poiché la produzione della certificazione che attesta la regolarità contributiva dell'impresa partecipante alla gara di appalto (c.d. "durc") costituisce uno dei requisiti posti dalla normativa di settore ai fini dell'ammissione alla gara, appartiene alla cognizione del giudice amministrativo verificare incidentalmente la regolarità di tale certificazione trattandosi di una giurisdizione "incidentale" del giudice amministrativo, in quanto avente giurisdizione esclusiva in materia di contratto di appalto pubblico.

APPALTI

APPALTO DI SERVIZI

Appalti - Concessione impianti sportivi - D.Lgs. 36 del 2023 - Criteri - Difetto di giurisdizione - Inammissibile.

Il criterio discriminante tra "componente beni" e "componente servizi" va individuato negli obiettivi di fondo perseguiti dall'Amministrazione concedente, i quali, se travalicano il mero utilizzo ordinario del bene, secondo la sua destinazione dichiarata negli atti di gara, collocandosi in una prospettiva più ampia, qualificano necessariamente il rapporto in termine di servizi.

APPALTI

REVISIONE DEI PREZZI CONTRATTUALI

Appalti pubblici - Forniture - Procedure di affidamento - Gara - Corrispettivo - Revisione dei prezzi - Finalità dell'istituto - Individuazione.

La finalità dell'istituto della revisione dei prezzi contrattuali è anche quella di salvaguardare l'interesse pubblico a che le prestazioni di beni e servizi alle amministrazioni non siano esposte con il tempo al rischio di una diminuzione qualitativa, a causa dell'eccessiva onerosità sopravvenuta delle prestazioni stesse e della conseguente incapacità dell'appaltatore di farvi compiutamente fronte.

APPALTI

GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE

Appalti - D.Lgs. 36 del 2023 - Cause di esclusione - Grave illecito professionale.

La fattispecie del grave illecito professionale è connotata dalla discrezionalità riconosciuta alla stazione appaltante, delimitata per via normativa soltanto dall'idoneità dei fatti e degli elementi valutati a minare l'integrità del concorrente e/o la sua affidabilità professionale; in correlazione, il sindacato giurisdizionale ha valenza estrinseca, essendo limitato alla verifica dell'insussistenza di evidenti travisamenti della realtà o di macroscopici vizi di motivazione o, in ultima analisi, di assoluta irragionevolezza dell'opzione espulsiva rispetto alla gravità dei fatti valutati, però così come apprezzati dalla stessa stazione appaltante.

ATTI E PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI

INTERDITTIVA ANTIMAFIA

Interdittiva antimafia - D.Lgs. 159 del 2011 - Presupposti - Pericolo di infiltrazione criminale - Rigetto.

Gli elementi di fatto valorizzati dal provvedimento prefettizio devono essere valutati non atomisticamente, ma in chiave unitaria, secondo il canone inferenziale - che è alla base della teoria della prova indiziaria - quae singula non prosunt, collecta iuvant, al fine di valutare l'esistenza o meno di un pericolo di una permeabilità dell'impresa dell'appellante a possibili tentativi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata, secondo la valutazione di tipo induttivo che la norma attributiva rimette al potere cautelare dell'amministrazione, il cui esercizio va scrutinato alla stregua della pacifica giurisprudenza di questa sezione.

CONCORSI ED ESAMI

ACCESSO ALLA MAGISTRATURA

Magistratura - Magistratura onoraria - Selezione - Procedura di valutazione - Art. 29 Dlgs 116/2017 - Concorso pubblico - Non è qualificabile.

La procedura di valutazione dei magistrati onorari prevista dall'art. 29 cit. non è affatto paragonabile a quella che caratterizza la selezione dei magistrati ordinari e non presenta i connotati tipici di un concorso, dovendosi, invece, qualificare proprio come "blanda procedura selettiva". In assenza di una comparazione competitiva, la valutazione svolta dall'amministrazione è, come detto, di mera idoneità e di rispondenza del profilo professionale rispetto alle esigenze funzionali del posto da ricoprire; in altri termini la comparazione non è svolta sulla base di prove episodiche di capacità o di titoli oggettivi e di tipo predeterminato, ma è relativa al profilo complessivo del singolo aspirante ed è di tipo globale.

EDILIZIA E URBANISTICA

ABUSI EDILIZI

Interventi edilizi - Abusi edilizi - Procedimento per la verifica di conformità ex art. 36 d.P.R. n. 380/2001 - Provvedimento di natura vincolata - Motivazione.

Il procedimento per la verifica di conformità ex art. 36 d.P.R. n. 380/2001 sfocia in un provvedimento di carattere assolutamente vincolato, il quale non necessita di altra motivazione oltre a quella relativa alla corrispondenza (o meno) dell'opera abusiva alle prescrizioni urbanistico - edilizie (e a quelle recate da normative speciali in ambito sanitario e/o paesaggistico) sia all'epoca di realizzazione dell'abuso sia a quella di presentazione dell'istanza ex art. 36 d.P.R. n. 380/2001. Ciò determina che in sede di accertamento di conformità è interamente a carico della parte l'onere di dimostrare la c.d. doppia conformità necessaria per l'ottenimento della sanatoria edilizia ordinaria ai sensi dell'art. 36 d.P.R. n. 380/2001 (già, art. 13 l. n. 47/1985), attesa la finalità dell'istituto in parola, secondo il quale presupposto indefettibile per il rilascio del permesso in sanatoria è la c.d. doppia conformità, vale a dire la non contrarietà del manufatto abusivo alla disciplina urbanistica vigente sia al momento della sua realizzazione sia al momento della presentazione dell'istanza di sanatoria.

EDILIZIA E URBANISTICA

SANZIONE DEMOLITORIA

Edilizia - D.P.R. 380 del 2001 - Abusi - Ordine di demolizione - Vincolo ambientale - Cons. Stato, Ad. Pl., 11 ottobre 2023 n. 16 - Rigetto.

La misura repressiva della demolizione mira a colpire una situazione di fatto obiettivamente antigiuridica, cioè l'avvenuta abusiva realizzazione di opere edilizie in contrasto con la disciplina urbanistica e ha lo scopo di ripristinare l'ordine urbanistico violato, attraverso la demolizione dell'opera stessa. Da tale natura ripristinatoria consegue che la sanzione demolitoria può essere legittimamente irrogata nei confronti del proprietario del bene, anche se diverso dal responsabile dell'abuso e anche se estraneo alla commissione dell'abuso stesso e ciò in quanto l'abusività dell'opera è una connotazione di natura reale: segue l'immobile anche nei successivi trasferimenti del medesimo.

EDILIZIA E URBANISTICA

VINCOLI URBANISTICI

Edilizia - Ampliamento edifici scolastici - Delibere comunali - Lesione interesse soggettivo - Mancata valutazione dei rischi - L.R.T. n. 41/2018 - Vincoli - C.d. vicinitas - Rigetto.

La vicinitas non basta, da sola e in automatico, a dimostrare anche la sussistenza dell'interesse al ricorso, che va inteso come specifico pregiudizio derivante dall'atto impugnato, ricavabile dall'insieme delle allegazioni racchiuse nel ricorso.

ENERGIA

IMPIANTI DA FONTI RINNOVABILI

Impianti fotovoltaici - Autorizzazione - D.Lgs. 28 del 2011 - Autotutela - Cons. Stato, Ad. pl., 11 settembre 2020, n. 18 - Decadenza - Rigetto.

La decadenza, intesa quale vicenda pubblicistica estintiva, ex tunc (o in alcuni casi ex nunc), di una posizione giuridica di vantaggio (c.d. beneficio), è istituto che, pur presentando tratti comuni col più ampio genus dell'autotutela, ne deve essere opportunamente differenziato, caratterizzandosi specificatamente: a) per l'espressa e specifica previsione, da parte della legge, non sussistendo, in materia di decadenza, una norma generale quale quelle prevista dall'art. 21 nonies della legge 241/90 che ne disciplini presupposti, condizioni ed effetti; b) per la tipologia del vizio, more solito individuato nella falsità o non veridicità degli stati e delle condizioni dichiarate dall'istante, o nella violazione di prescrizioni amministrative ritenute essenziali per il perdurante godimento dei benefici, ovvero, ancora, nel venir meno dei requisiti di idoneità per la costituzione e la continuazione del rapporto; c) per il carattere vincolato del potere, una volta accertato il ricorrere dei presupposti.

ESPROPRIAZIONI

INDENNITÀ DI ESPROPRIO

Espropriazione per pubblica utilità - Indennità di esproprio - Valore - Determinazione - Comunicazione ex art. 17 del d.p.r. n. 327 del 2001.

La comunicazione ex art. 17 del d.p.r. n. 327 del 2001 è volta a consentire all'interessato la possibilità di fornire elementi utili per la determinazione del valore dell'area al fine della liquidazione dell'indennità di esproprio, che non è oggetto della presente causa; viceversa, le finalità conoscitive sottese agli interessi fatti valere in questa sede dalla ricorrente sono state effettivamente assolte dalla diversa comunicazione di cui all'art. 16 del d.p.r. 327 del 2001, relativa all'avvio del procedimento di approvazione del progetto definitivo.

CONCORSI PUBBLICI

SOCCORSO ISTRUTTORIO

Concorsi pubblici - Procedura - Soccorso istruttorio - Attivazione - Art. 6 L. 241/90 – Applicazione.

L'attivazione del soccorso istruttorio di cui all'art. 6 L. 241/90 è tanto più necessaria per le finalità proprie di detta procedura che, in quanto diretta alla selezione dei migliori candidati a posti pubblici, non può essere alterata nei suoi esiti da meri errori formali, come accadrebbe se un candidato meritevole non risultasse vincitore per una mancanza facilmente emendabile con la collaborazione dell'Amministrazione.

EDILIZIA E URBANISTICA

PIANO PER GLI INSEDIAMENTI PRODUTTIVI

Insediamenti produttivi - Opificio - Strumenti urbanistici - Convenzione urbanistica - PIP - Mezzo attuativo - Modalità applicative - Controversie - Giurisdizione - Art. 133 co. 1, lett. a).

Il P.i.p., quale mezzo attuativo dello strumento urbanistico generale del Comune, attiene al governo del territorio ed al costituito assetto urbanistico generale, conseguendone che esso reca in sé l'interesse pubblico alla sua corretta attuazione e gestione sino alla completa realizzazione delle relative opere; l'attuazione del detto Piano attuativo viene realizzata con l'acquisizione dei terreni mediante procedure espropriative; le convenzioni regolanti i rapporti con gli assegnatari dei lotti di terreno, in considerazione dell'immanente interesse pubblico all'attuazione del P.i.p., sono riconducibili alle figure degli accordi di natura pubblica di cui all'art. 11, L. 7/8/1990 n. 241 le cui relative controversie sono attribuite dalla medesima disposizione legislativa (ora, art. 133 co. 1, lett. "a" n. 2, Cod. Proc. Amm.) alla giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo.

PROCESSO AMMINISTRATIVO

IMPUGNAZIONI

Processo amministrativo - Esecuzione del giudicato - Sopravvenienze - Ostative - Conseguenze.

Il giudicato amministrativo ha una struttura incompleta nel senso che rintraccia le sue componenti sia nella decisione del giudice, sia nella riedizione del potere della pubblica amministrazione successiva a tale sentenza. Tale ultima attività può essere limitata o preclusa da eventi sopravvenuti di fatto e di diritto, ossia dalle c.d. sopravvenienze". Le sopravvenienze fattuali incidono sull'attività di riedizione del potere, ora per allora, e sul relativo effetto ripristinatorio, fino al punto che il giudicato possa essere disatteso, senza essere violato. Diversamente, nelle ipotesi di sopravvenienze ostative all'esecuzione del giudicato non imputabili alla parte ricorrente, il codice del processo amministrativo, all'art. 112 comma 3, prevede per il ricorrente vittorioso di ricevere una tutela risarcitoria per equivalente.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

CONTRATTI DELLA P.A.

Contratti della PA - Aggiudicazione - Esecuzione - Revisione dei prezzi - Cessione del contratto - Cessione del credito - Effetti - Cassazione n. 17727/2018.

Mentre la cessione del contratto opera il trasferimento dal cedente al cessionario, con il consenso dell'altro contraente, dell'intera posizione contrattuale, con tutti i diritti e gli obblighi ad essa relativi, la cessione del credito ha un effetto più circoscritto, in quanto è limitata al solo diritto di credito derivato al cedente da un precedente contratto e produce, inoltre, rispetto a tale diritto, uno sdoppiamento fra la titolarità di esso, che resta all'originario creditore-cedente, e l'esercizio, che è trasferito al cessionario. Dei diritti derivanti dal contratto, costui acquista soltanto quelli rivolti alla realizzazione del credito ceduto, e cioè, le garanzie reali e personali, i vari accessori e le azioni dirette all'adempimento della prestazione. Non gli sono, invece, trasferite le azioni inerenti alla essenza del precedente contratto, fra cui quella di risoluzione per inadempimento, poiché esse afferiscono alla titolarità del negozio, che continua ad appartenere al cedente anche dopo la cessione del credito.

PUBBLICO IMPIEGO

CONCORSO PUBBLICO

Pubblico impiego - Modalità di ingresso - Concorso pubblico - Deroga - Facoltà - Limiti - Corte Cost., 10 novembre 2011 n. 299.

La facoltà del legislatore di introdurre deroghe al principio del concorso pubblico è rigorosamente limitata, potendo tali deroghe essere considerate legittime solo quando siano funzionali esse stesse alle esigenze di buon andamento dell'amministrazione e ove ricorrano peculiari e straordinarie esigenze di interesse pubblico idonee a giustificarle" (Corte Cost., 10 novembre 2011 n. 299).

IMMIGRAZIONE E STRANIERI

CITTADINANZA

Stranieri - Cittadinanza italiana - Concessione - Presupposti legittimanti - Individuazione - Consiglio di Stato sez. VI, 9 novembre 2011, n. 5913.

Il conferimento dello status civitatis, cui è collegata una capacità giuridica speciale, si traduce in un apprezzamento di opportunità sulla base di un complesso di circostanze, atte a dimostrare l'integrazione del richiedente nel tessuto sociale, sotto il profilo delle condizioni lavorative, economiche, familiari e di irreprensibilità della condotta (Consiglio di Stato sez. VI, 9 novembre 2011, n. 5913; n. 52 del 10 gennaio 2011; Tar Lazio, sez. II quater, n. 3547 del 18 aprile 2012).

Riproduzione riservata Ⓒ