Corte di giustizia dell'Unione europea - Sezione V - Sentenza 16 aprile 2026 - Causa C-328/24 P - Commento Presidente Arastey Sahún; Relatore Gratsias; Avvocato generale Medina; avente a oggetto l'impugnazione, ai sensi dell'articolo 56 dello Statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea, Constantin Mincu Pătrașcu Brâncuș nel procedimento in cui le altre parti sono Procura europea e altri

LA MASSIMA

Competenza e giurisdizione - Procura europea - Atti procedurali - Effetti giuridici - Controllo giurisdizionale - Atti procedurali della Procura - Effetti giuridici nei confronti dei terzi - Impugnazione - Organi giurisdizionali nazionali - Compatibilità con il Trattato Ue.  (Regolamento 2017/1939, articolo 42)

L'articolo 42, paragrafo 1, del regolamento 2017/1939 è pienamente coerente con il sistema completo di rimedi giurisdizionali e di procedimenti volto a garantire il controllo della legittimità degli atti dell'Unione, istituito dal Trattato TFUE, dato che, in particolare, esso attribuisce, in forza delle caratteristiche dell'EPPO, la competenza agli organi giurisdizionali nazionali e in base ai paragrafi 2 e 3 agli organi giurisdizionali Ue se si tratta di una questione relativa all'interpretazione o alla validità del diritto dell'Unione. L'attribuzione a valutare la legittimità degli atti della Procura affidata ai giudici nazionali e non agli organi giurisdizionali dell'Unione è conforme al diritto Ue.

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La sentenza

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 La Corte di giustizia dell'Unione europea, con la sentenza depositata il 16 aprile nella causa C-328/24, interviene a chiarire la ripartizione di competenze tra autorità giurisdizionali nazionali e Corte Ue nel caso di atti emessi dalla Procura europea (EPPO), per i quali è richiesto un controllo di legittimità.

il regolamento Ue n. 2017/1939 del Consiglio

Al centro dell'attenzione della Corte è arrivato il regolamento Ue n. 2017/1939 del Consiglio relativo all'attuazione ...

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