Via libera alla proroga, fino al 31 gennaio 2027, del personale a tempo determinato addetto all’Ufficio per il processo (UPP), “per non disperdere le professionalità necessarie all’operatività dell’Ufficio per il processo stralcio in materia di immigrazione”. Il Consiglio dei Ministri di ieri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro della giustizia Carlo Nordio ha infatti approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di giustizia.
“Proseguiamo nell’opera di velocizzazione dei tempi della giustizia e di mantenimento dei risultati raggiunti con il Pnrr”, ha commentato il viceministro Francesco Paolo Sisto in conferenza stampa. La proroga riguarda 1.350 tra addetti all’ufficio per il processo e tecnici di amministrazione, in attesa della stabilizzazione con la prossima Legge di Bilancio.
“Si tratta delle unità assegnate alle sezioni stralcio - ha proseguito Sisto illustrando il provvedimento - e non potevamo correre il rischio di perdere queste professionalità e non raggiungere gli obiettivi che con il primo intervento avevamo indubbiamente previsto. Questo fa seguito alla stabilizzazione degli oltre 9mila funzionari che il Ministero ha inteso prorogare, per mantenere quegli standard di rendimento che ci hanno consentito di avere il via libera dalla Commissione europea sugli interventi Pnrr”.
“Il decreto-legge – ha aggiunto Sisto - prevede inoltre una seconda norma che riguarda la formazione dei magistrati ordinari, che svolgeranno il tirocinio per un periodo di due mesi anche presso le Corti d’appello. Infatti, il testo modifica l’articolazione del tirocinio dei magistrati ordinari, prevedendo a regime lo svolgimento di una parte della formazione presso le corti d’appello dopo un primo periodo presso i tribunali, per coniugare le esigenze della formazione con la funzionalità degli uffici giudiziari. La sessione presso gli uffici giudiziari si articola in quattro periodi: tre mesi presso i tribunali; due mesi presso le corti d’appello, con particolare riguardo alla redazione dei provvedimenti giurisdizionali; due mesi presso le procure della Repubblica; cinque mesi presso un ufficio corrispondente a quello di prima destinazione.
Sempre Sisto ha poi spiegato che il provvedimento contiene una norma che riguarda i minorenni vicini ad associazioni mafiose. “Le procure antimafia e antiterrorismo – ha detto il viceministro - potranno esercitare il potere di vigilanza e coordinamento anche nei loro confronti, coordinandosi con le procure della Repubblica presso i tribunali per i minorenni”.
Il Governo giustifica l’estensione del raggio d’azione delle procure alla luce del “crescente coinvolgimento di minori in fenomeni di criminalità grave”. Per queste ragioni il provvedimento, si legge nel comunicato di Palazzo Chigi, “conferma ed esplicita” che le disposizioni sul coordinamento delle indagini da parte del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo (articolo 371-bis del Cpp), “si applicano anche ai procedimenti a carico di minorenni”. In tal caso, le funzioni sono esercitate nei confronti del procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni. È evidente, infatti, si legge nella Relazione, “che, ragionando diversamente, si perverrebbe all’effetto paradossale di impedire l’operare di utili strumenti di coordinamento, impulso e collaborazione esclusivamente in ragione del fatto che l’indagato o uno degli indagati è minorenne”.
Di conseguenza, la disciplina delle applicazioni di magistrati prevista dal Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione (decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159) è estesa alle procure minorili, che potranno così avvalersi, nei procedimenti di particolare complessità, del supporto di magistrati specializzati.
Inoltre, viene prorogata, dal 31 ottobre 2026 al 30 aprile 2027, la fase transitoria per l’applicazione delle nuove procedure di formalizzazione delle domande di protezione internazionale. Fino a quella data, la registrazione e la formalizzazione delle domande restano in capo alle Questure e agli uffici di Polizia di frontiera.
Il decreto reca, infine, una disposizione che chiarisce che i Commissari delle procedure di amministrazione straordinaria relative agli stabilimenti siderurgici di interesse strategico nazionale possono continuare a pagare i debiti sorti per assicurare le esigenze indifferibili legate alla continuità produttiva.

