Alle 17:21 di un venerdì, ora di New York, un’azienda valutata 965 miliardi di dollari ha ricevuto una lettera. Poche ore dopo, il suo modello di intelligenza artificiale più potente era spento. Non rallentato, non limitato: spento. Per tutti, ovunque, Stati Uniti compresi.
Non hanno regolato un prodotto. Hanno requisito un territorio
Il 12 giugno 2026 il Bureau of Industry and Security (BIS) del Dipartimento del Commercio — lo stesso ufficio che amministra le restrizioni sui chip Nvidia verso la Cina — ha applicato per la prima volta a un modello di IA commerciale il regime delle Export Administration Regulations, le norme sulle tecnologie a duplice uso civile-militare. Anthropic ha dovuto disattivare Claude Fable 5 e Mythos 5 a livello globale. Erano vivi da tre giorni.
Non hanno regolato un prodotto. Hanno requisito un territorio.
Tre giorni di vita pubblica, poi il sipario
Il 9 giugno Anthropic lancia due modelli gemelli: Fable 5, versione pubblica con i freni inseriti, e Mythos 5, identico ma con alcuni freni tolti, riservato ai partner del programma Project Glasswing. Stessa intelligenza, due livelli di accesso. Costo: 10 e 50 dollari per milione di token, il doppio di Opus 4.8. Tre giorni dopo, la lettera di Howard Lutnick, segretario al Commercio.
Lo strumento giuridico è un export control adottato sotto le Export Administration Regulations (EAR, 15 C.F.R.), il cui ombrello legislativo è l’Export Control Reform Act del 2018. È il diritto pensato per i transistor, le tecnologie cifrate e i beni dual-use, calato d’improvviso su un software statistico. Non è un dettaglio tecnico: significa licenza federale obbligatoria per ogni trasferimento, sanzioni civili e penali, e un regime di strict liability in cui l’intenzione di chi sbaglia non conta.
Il «deemed export» e i dipendenti messi alla porta
Il punto giuridicamente più affilato è la regola del deemed export. Nel diritto statunitense, divulgare tecnologia controllata a un cittadino straniero — anche dentro un ufficio di San Francisco — equivale a esportarla nel suo Paese d’origine. Da qui il paradosso: i dipendenti non statunitensi di Anthropic sono rimasti chiusi fuori dal modello che hanno costruito. La munizione è dentro l’edificio; le persone che l’hanno forgiata non possono guardarla.
Non potendo schedare la propria utenza per passaporto in tempo reale, l’azienda ha spento tutto. Un ordine concepito per fermare un trasferimento verso un avversario ha finito per colpire britannici, canadesi, tedeschi e giapponesi — alleati — e i ricercatori stranieri della stessa impresa americana. Gli altri modelli, Opus 4.8 compreso, restano accesi. Solo i due gioielli sono al buio.
È a quel divario che il giurista deve guardare
- Quando una misura di sicurezza nazionale esclude gli alleati e i propri ingegneri ma lascia i chip avanzati liberi di viaggiare verso Pechino, la categoria giuridica invocata (sicurezza) e l’effetto reale (vantaggio competitivo) smettono di coincidere
È a quel divario che il giurista deve guardare
Un jailbreak che vive felice dentro ChatGPT
La motivazione? Un presunto «jailbreak» di Fable 5, cioè un modo per aggirare i filtri. Ma — per ammissione della stessa Anthropic — il governo ha fornito solo una prova verbale, mai messa per iscritto. La tecnica consisteva nel chiedere al modello di leggere un codice e correggerne i difetti, trovando una manciata di vulnerabilità già note e minori, individuabili anche con GPT-5.5 di OpenAI senza alcun bypass.
Per chi maneggia il diritto amministrativo, il problema non è il merito ma la forma. Un provvedimento a effetto immediato, senza motivazione scritta, fondato su un’istruttoria non ostensibile, è la negazione di tre principi minimi: legalità, trasparenza e contraddittorio. Lo dice, in sostanza, la stessa Anthropic quando rivendica un processo «trasparente, equo, chiaro e fondato sui fatti tecnici». È una richiesta di due process, travestita da comunicato.
Codice come parola: la lezione delle crypto-wars
Non è la prima volta che lo Stato classifica matematica come arma. Negli anni Novanta la crittografia forte era una munizione ai sensi dell’ITAR. I tribunali la liberarono: in Bernstein v. United States (9° Circuito, 1999) e in Junger v. Daley (6° Circuito, 2000), il codice sorgente fu riconosciuto come «speech» protetto dal Primo Emendamento. Gli attivisti stampavano PGP su carta, perché un libro è parola e un dischetto è export. La matematica non si ferma alla dogana.
Il codice lo scrive un ingegnere. La chiave la gira un governo. Il diritto deve decidere chi comanda
Oggi la domanda torna, ma più scivolosa: i pesi di un modello di frontiera sono «parola» protetta come lo era il sorgente di un algoritmo? Un costituzionalista del Lawfare Institute lo dice senza giri: questo potrebbe diventare il primo grande caso sul Primo Emendamento applicato all’IA. La risposta non è scontata, e plasmerà il perimetro di ciò che uno Stato può spegnere.
Il codice lo scrive un ingegnere. La chiave la gira un governo. Il diritto deve decidere chi comanda
Chi ha sussurrato all’orecchio del governo
Poi c’è la parte che la versione ufficiale non racconta volentieri. Secondo Reuters, l’amministratore delegato di Amazon, Andy Jassy, sarebbe stato tra i leader tech che hanno espresso ai vertici dell’amministrazione preoccupazioni sui modelli di Anthropic, proprio nei giorni precedenti il blocco. David Sacks, consigliere della Casa Bianca, ha scritto che l’export control è stato emesso «con riluttanza» dopo che Dario Amodei avrebbe «rifiutato» di correggere il jailbreak o ritirare il modello.
A febbraio il Pentagono aveva già bollato Anthropic come «rischio per la catena di approvvigionamento», etichetta da avversario straniero, con cause legali tuttora pendenti. Un concorrente segnala un presunto difetto; il regolatore agisce in ventiquattr’ore, senza atti scritti. In termini giuridici si chiama difetto di terzietà e di istruttoria: quando l’autorità che decide raccoglie la prova da un competitor dell’attinto e non la verbalizza, il sospetto di sviamento di potere non è dietrologia, è una categoria del sindacato di legittimità.
L’Europa scrive 144 articoli e non tiene la chiave
Qui la vicenda smette di essere americana. L’Unione ha appena varato l’AI Act (Reg. UE 2024/1689) e l’Italia la legge 132/2025: 144 articoli, obblighi per fornitori e deployer, sanzioni, governance. Ma tutta questa architettura presuppone una cosa che il 12 giugno è evaporata: che il modello, una volta sul mercato, resti accessibile. Un deployer europeo che ha costruito un servizio su un modello di frontiera ha scoperto che la fornitura può essere revocata in una notte da un’autorità amministrativa di un altro continente. Non per inadempimento contrattuale: per ordine sovrano estero.
Le conseguenze sono concretissime e tutte da contenzioso: continuità del servizio, forza maggiore e factum principis nelle clausole di fornitura, responsabilità verso gli utenti finali, vendor lock-in. E c’è il nodo dati: per gestire questi modelli Anthropic aveva già imposto una conservazione obbligatoria di 30 giorni che sovrascrive gli accordi zero-retention dei clienti enterprise — un cortocircuito con il GDPR per ogni titolare europeo, aggravato dal fatto che quella stessa finestra coincide con l’ordine esecutivo che invita le aziende a condividere i modelli col governo. «Monitoraggio di sicurezza» e «accesso governativo» diventano, in silenzio, concetti adiacenti: lo stesso terreno su cui è caduto il Privacy Shield in Schrems II.
- La sovranità digitale europea non si misura nei convegni, ma nel giorno in cui un funzionario straniero spegne lo strumento su cui hai costruito il tuo servizio. Quel giorno è arrivato, e il deployer che si credeva «utilizzatore» ha scoperto di essere, giuridicamente, un ostaggio della catena di fornitura
IL PONTE
Ecco la parte che quasi nessuno sta dicendo. L’infrastruttura del controllo era già posata prima del provvedimento: la retention a 30 giorni, l’ordine esecutivo sulla condivisione pre-rilascio, la classificazione «supply chain risk». Fable 5 non è l’eccezione.
È il collaudo di un interruttore che, una volta installato, nessuno smonta.E il precedente non conosce confini: un meccanismo nato per contenere la Cina disciplina, di fatto, anche l’avvocato di Milano e la PMI di Stoccarda che usano quei modelli. Il diritto dell’IA che conta, oggi, non è quello scritto a Bruxelles. È quello esercitato con una lettera, di venerdì, a Washington.
Quello che resta acceso
Tornerà online, probabilmente in pochi giorni, e l’effetto netto sarà più domanda di prima. Ma il precedente resta. Da questo venerdì, l’accesso all’intelligenza di frontiera non lo decide più soltanto il mercato o chi scrive il software: lo decide chi tiene la chiave. E la chiave non riconosce né il merito tecnico né la giurisdizione di chi ha costruito la serratura.
La domanda per il giurista non è se Fable 5 fosse davvero pericoloso. È un’altra, e dovrebbe togliere il sonno più del modello: quando un’autorità può spegnere un’intelligenza senza motivazione scritta, senza contraddittorio e senza un sindacato giurisdizionale effettivo, di che cosa stiamo ancora parlando quando diciamo «stato di diritto»?
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*Avv. Alberto Bozzo, DPO e CAIO, Referente Enia per la Regione Veneto

