La sentenza della Corte cost., 30 dicembre 2025, n. 215 mette a fuoco, con rara nitidezza, la tensione tra un modello di tutela "forte" del minore – che presidia l'adozione del maggiorenne mediante un divieto automatico in presenza di figli minori dell'adottante – e l'esigenza di dare riconoscimento giuridico a nuove costellazioni affettive e familiari di fatto, già strutturate attorno al maggiorenne che si intende adottare

Corte costituzionale - Sentenza 30 dicembre 2025 n. 215 - Presidente Amoroso; Relatore San Giorgio

LA MASSIMA

Adozione e affidamento - Adozione maggiorenne - Divieto di adozione in presenza di figli minori - Figli minori dell'adottante - Automatismo del divieto - Interesse dei figli minori - Giudizio incidentale di legittimità costituzionale - Possibile deroga, in assenza di pregiudizio ai discendenti minori, rimessa alla valutazione del giudice – Omessa previsione – Denunciata irragionevolezza e violazione del diritto, anche convenzionale, al rispetto della propria vita privata, familiare e di relazione – Necessità di un intervento di sistema – Inammissibilità delle questioni - Discrezionalità del legislatore. (Costituzione, articoli 2, 3 e 117; Cedu, articolo 8)

In tema di adozione del maggiorenne, è inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 291, primo comma, c.c., sollevata nella parte in cui non consente al giudice di derogare al divieto di adozione in presenza di figli minori dell'adottante quando, nel caso concreto, non emerga alcun pregiudizio per costoro, poiché l'eliminazione dell'automatismo del divieto, mediante introduzione di un potere valutativo giudiziale fondato sul parametro del pregiudizio, comporterebbe una complessiva rimodulazione dell'istituto dell'adozione dei maggiorenni, anche sul piano procedimentale, riservata alla discrezionalità del legislatore.

La sentenza della Corte costituzionale, 30 dicembre 2025, n. 215 mette a fuoco, con rara nitidezza, la tensione tra un modello di tutela “forte” del minore - che presidia l'adozione del maggiorenne mediante un divieto automatico in presenza di figli minori dell'adottante - e l’esigenza di dare riconoscimento giuridico a nuove costellazioni affettive e familiari di fatto, già strutturate attorno al maggiorenne che si intende adottare.

La Corte prende atto che questo automatismo è oggi...

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