LA QUESTIONE
Quali sono i criteri per individuare il giudice competente a decidere sui reclami avverso i decreti del giudice tutelare in ambito di amministrazione di sostegno? Come si applica la disciplina transitoria prevista dalla Riforma cd. Cartabia (D.lgs. n. 149/2022) ai procedimenti di amministrazione di sostegno aperti prima dell’entrata in vigore della riforma medesima ma con decreti impugnati successivamente? Il procedimento di amministrazione di sostegno deve considerarsi unitario ovvero costituito da una pluralità di segmenti procedimentali autonomi ai fini dell’individuazione della disciplina applicabile?
Codice civile: artt. 404-413 (amministrazione di sostegno); art. 379 (indennità del tutore, applicabile all’amministratore di sostegno ex art. 411 c.c.); art. 414 (interdizione); art. 415 (inabilitazione).
Codice di procedura civile: art. 5 (principio perpetuatio fori); art. 35 D.lgs. n. 149/2022 (disciplina transitoria); art. 473-bis.58 c.p.c. (procedimenti in materia di amministrazione di sostegno, introdotto dal D.lgs. n. 149/2022); art. 720-bis c.p.c. (previgente); art. 739 c.p.c. (reclamo al Tribunale).
D.lgs. 10 ottobre 2022, n. 149 (c.d. Riforma Cartabia): riforma del processo civile con particolare riferimento ai procedimenti in materia di persone, minorenni e famiglie.
Legge 9 gennaio 2004, n. 6: introduzione dell’istituto dell’amministrazione di sostegno.

L’istituto dell’amministrazione di sostegno, introdotto dalla legge 9 gennaio 2004, n. 6, rappresenta una misura di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia, caratterizzata da flessibilità e graduabilità degli interventi. A differenza dell’interdizione e dell’inabilitazione, l’amministrazione di sostegno presenta la finalità di tutelare il beneficiario con la minore limitazione possibile della capacità di agire, tramite interventi di sostegno temporaneo o permanente. La Riforma...


