L’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei conti, tenutasi questa mattina alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, si è concentrata sugli effetti della legge n. 1/2026 e sulla tenuta del sistema di responsabilità amministrativa. Il Presidente Guido Carlino ha messo in dubbio l’efficacia dello scudo erariale, rilevando l’assenza di evidenze in termini di maggiore celerità ed efficienza dell’azione amministrativa, e ha auspicato correttivi alla riforma per garantirne la coerenza costituzionale. Il Procuratore generale Pio Silvestri ha richiamato l’esigenza di preservare la funzione deterrente della responsabilità, esprimendo perplessità sul tetto al risarcimento e sulla separazione delle funzioni. Dal versante dell’Avvocatura, il presidente del CNF Francesco Greco ha segnalato criticità interpretative e problemi di diritto transitorio, con possibili ricadute sul diritto di difesa.

Il Presidente Carlino 

- “Dopo quasi sei anni di scudo erariale, non vi è alcuna evidenza di benefici in termini di celerità ed efficienza determinati da detta misura. È ovvio, infatti, che soltanto riforme strutturali sono davvero in grado di migliorare la funzionalità della pubblica amministrazione”. È uno dei passaggi della Relazione del Presidente Carlino che poi ha ricordato come il cosiddetto “scudo erariale” abbia circoscritto alle sole ipotesi dolose e alle fattispecie di colpa grave omissiva (con esclusione di quelle attive) la responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti. Carlino ha poi affermato che la Corte dei conti sarà “in ogni caso” “rispettosa delle prerogative del legislatore consacrate nell’art. 101 della Costituzione”, e che “intende svolgere le proprie funzioni, così come modificate dalla legge n. 1 del 2026, assicurandone la puntuale e costante attuazione alla luce dei principi costituzionali”. “Auspico, tuttavia – ha aggiunto -, una possibile riformulazione di talune disposizioni, al fine di garantire un’effettiva incentivazione del buon andamento e, quindi, l’efficienza, l’efficacia e l’economicità dell’azione amministrativa”.

“La prevista fusione di sezioni, a livello sia centrale sia territoriale – ha aggiunto -, sul piano organizzativo non dovrà incidere sull’autonomia funzionale interna della Corte, né compromettere l’indipendenza delle sue varie componenti”. “I forti elementi d’incertezza del quadro macro-economico internazionale segnato da tensioni commerciali e dalla prosecuzione e accentuazione dei conflitti geopolitici – ha poi affermato allargando lo sguardo - , ci chiedono di rafforzare il tessuto economico nazionale e di avanzare con tenacia nel percorso di modernizzazione”.

 LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE CARLINO

Il Pg Silvestri

Intervenendo subito dopo il Procuratore generale Pio Silvestri ha definito “preoccupante la previsione di una separazione delle funzioni, se non addirittura delle carriere, tra magistrati giudicanti e requirenti, che comporterebbe seri problemi di carattere ordinamentale, oltreché organizzativi, atteso che l’intervento riguarderebbe, ad organico vigente, poco più di cento pubblici ministeri su un totale di seicentotrenta magistrati”. Ed ha affermato che la “scelta legislativa di porre, nei casi di colpa grave, un tetto, assai contenuto, al risarcimento del danno, con negativi effetti sulla portata deterrente dell’azione di responsabilità, dovrà indurre i magistrati del pubblico ministero a addoppiare gli sforzi”.

In ogni caso, ha proseguito, “l’approvazione della riforma, auspicata dal legislatore per combattere la “burocrazia difensiva”, non deve far dimenticare che la Pubblica Amministrazione necessita di un rinnovato impegno per la migliore selezione e formazione di funzionari e dirigenti”. Per questo i magistrati dovranno “rafforzare l’impegno nella formazione, rifuggendo quelle che, già in altre occasioni, ho definito le fascinazioni del protagonismo”.

Silvestri ha poi ricordato la ricezione da parte delle Procure regionali di “numerosissime denunce di danno per un totale di 48.505”. Mentre “le numerose archiviazioni, adottate già in fase di primo esame, attestano l’attenzione delle Procure erariali alla verifica della puntuale qualificazione della notizia di danno ovvero della carenza dell’elemento soggettivo del dolo o della colpa grave”. “Credo di poter affermare che il sistema delineato dal codice di giustizia contabile funziona bene”.

Il Pg ha poi aggiunto che “contrariamente a quanto sostenuto circa l’inefficacia dell’azione recuperatoria, è assai significativo il dato delle somme recuperate all’erario, che si attesta ad euro 88.161.175,51. Nel quinquennio 2021/2025 le somme recuperate ammontano complessivamente ad euro 642.613.826,82.

Alti invece i rischi legati all’introduzione di un tetto al risarcimento che risulta essere “troppo basso per garantire la necessaria azione di deterrenza”; “è di tutta evidenza – ha proseguito - che il prossimo anno i numeri saranno di gran lunga più contenuti. Si deve quindi auspicare, almeno su questo punto, un ripensamento del legislatore. L’istituto della responsabilità amministrativa per colpa grave deve segnare il “punto di equilibrio tale da rendere, per dipendenti ed amministratoripubblici, la prospettiva della responsabilità ragione di stimolo e non di disincentivo”.

LA RELAZIONE DEL PG SILVESTRI

Presidente Cnf Greco 

Per il Presidente del Cnf Francesco Greco, la legge di riforma (n. 1/2026) nata per contrastare “burocrazia difensiva” e “paura della firma” solleva rilevanti dubbi interpretativi e problemi di diritto transitorio. Criticità poi emergono anche sul coordinamento con il Codice dei contratti pubblici, sull’applicazione immediata ai giudizi pendenti e sul rischio di espansione del “dolo eventuale”, con impatti significativi su onere della prova e diritto di difesa. L’assetto del potere riduttivo e il “doppio binario” civile/erariale possono vanificare l’obiettivo di limitare la responsabilità; ragion per cui l’Avvocatura chiede di estendere agli avvocati del libero foro le tutele previste per l’Avvocatura dello Stato. Preoccupano, infine, accentramento organizzativo, ampliamento delle funzioni consultive e controlli sugli ordini professionali in contrasto con la loro specialità.

Riproduzione riservata Ⓒ