Andrea Sirotti Gaudenzi parte da Platone - secondo il quale Prometeo dona agli uomini le "arti tecniche", che non sarebbero però sufficienti al progresso perché sono necessari anche il rispetto e la giustizia - per sottolineare come ogni tecnologia ha portato con sé benefici, ma anche applicazioni tendenzialmente demolitrici. L'intelligenza artificiale è entrata nel mondo della giustizia già da anni e l'avvocato oggi è chiamato a "governare" la potenza computazionale delle macchine, mettendola al servizio di un'attività che può appartenere solo all'intelletto umano.
Il matematico statunitense Norbert Wiener, nel suo testo «The Human Use of Human Beings» del 1950, tracciò alcune interessanti riflessioni sulle potenzialità della cibernetica. Lo studioso rifletteva sull'uso delle macchine da parte dell'umanità e riteneva che l’automazione avrebbe dovuto sollevare gli esseri umani dalle fatiche più pesanti, migliorandone la qualità della vita. Ma Wiener lanciava un monito, avvertendo il pericolo della "disumanizzazione" e il rischio della progressiva "sostituzione...


