Al via l’iscrizione nell’elenco degli avvocati a supporto delle donne vittime di violenza. È quanto reso noto dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Roma che, a seguito del protocollo d’intesa stipulato con la Regione Lazio, ha comunicato l’attivazione di un supporto al patrocinio legale (sia penale che civile) per le donne vittime di violenza o di atti persecutori. A tal fine, è stato costituito apposito elenco al quale gli avvocati possono iscriversi per garantire il supporto qualificato richiesto.
Come presentare la domanda di iscrizione
Gli avvocati interessati, spiega il COA di Roma, devono procedere alla compilazione di due distinti moduli: un modulo scaricabile (domanda di iscrizione e informativa privacy); un modulo telematico.
L’istanza deve essere inviata tramite PEC, completa dell’informativa per il trattamento dei dati personali (in un unico file, datato e firmato digitalmente), a protocolloregionelazio@ordineavvocatiroma.org
Dopo l’invio della pec, occorre inserire i dati nel form ad hoc (a questo link https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdAq9W9QXrD91DVABjrbnnA7R2GtF7_784i4Xp3BkW3nlLtNg/viewform) e procedere con l’invio.
Requisiti richiesti
Ai fini della domanda di iscrizione, l’avvocato dichiara sotto la propria responsabilità il possesso dei requisiti richiesti.
In particolare, l’iscrizione all’albo degli avvocati; il possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:
- aver patrocinato almeno dieci cause civili e/o penali negli ultimi tre anni in materia di difesa delle donne vittime di violenza fisica o psicologica, stalking o molestie, anche con riferimento a profili civilistici;
- aver maturato una specifica competenza nella materia della violenza contro le donne, comprovata dalla partecipazione a corsi di qualificazione professionale;
- aver frequentato almeno l’80% delle ore dei corsi di formazione e aggiornamento organizzati dall’Ordine degli avvocati, anche finanziati con le risorse del fondo, ai sensi dell’art. 2, comma 2 del Protocollo;
- svolgere attività professionale a supporto di Centri Antiviolenza o Case Rifugio.
Inoltre, il professionista deve dichiarare:
- di aver preso visione e di accettare integralmente le condizioni del Protocollo;
- di non essere a conoscenza di procedimenti disciplinari a proprio carico;
- di aver preso visione dell’informativa privacy.

