La scissione societaria non è di per sé un atto distrattivo, ma può integrare bancarotta fraudolenta quando, alla luce della situazione patrimoniale e debitoria della società scissa e degli effetti concreti dell’operazione, determini un depauperamento della garanzia dei creditori. È il principio enunciato dalla quinta sezione penale della Corte di cassazione, che con la sentenza n. 32909/26 ha rigettato il ricorso di un soggetto e confermato la condanna a quattro anni di reclusione per bancarotta...

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