La pronuncia della Cassazione del 25 giugno 2026 si colloca nell’alveo della bancarotta fraudolenta impropria da operazioni dolose, ma ha un’impostazione fortemente “garantista” sul piano dell’accertamento, imponendo ai giudici di merito un livello elevato di analiticità tanto sul versante oggettivo quanto su quello soggettivo.
Il caso nasce dal fallimento di una società operante nel commercio al dettaglio, preceduto da una sequenza di operazioni: cessione totalitaria...

