"Questo della riforma dell'ordinamento è un capitolo molto atteso. Il dibattito pubblico e accademico da tempo è maturo e sicuramente i fatti di cronaca, che hanno riguardato la magistratura nei mesi più recenti, hanno reso improcrastinabili e più urgenti gli interventi in questo ambito". Lo ha detto la Ministra della Giustizia Marta Cartabia nel corso della riunione con i capigruppo di maggioranza della Commissione giustizia della Camera per illustrare i lavori della Commissione Luciani che ha lavorato sulla riforma dell'ordinamento giudiziario e del Csm.

A quanto si apprende da fonti di via Arenula, ci sarà un nuovo incontro tra il ministro e i capigruppo dopo la pubblicazione, nei prossimi giorni, della relazione della Commissione, con le proposte di emendamento.

La Ministra dopo aver ricordato le parole pronunciate dal Presidente Mattarella dall'aula bunker di Palermo nell'anniversario della strage di Capaci ha aggiunto: "Fiducia e credibilità nei magistrati sono obiettivi, che non possiamo mancare. Questa è la preoccupazione che mi anima più di tutto. Ma qualcosa si è guastato nel rapporto tra magistratura e popolo, nel cui nome la magistratura esercita. Occorre urgentemente ricostruirlo. Ed è un doveroso riconoscimento al lavoro della stragrande maggioranza dei magistrati".

"Gli ingredienti della riforma – ha continuato - sono i capisaldi della Costituzione: indipendenza, esercizio imparziale, efficienza. La sfiducia dei cittadini passa anche per gli insostenibili tempi lunghi della risposta della giustizia". La Ministra ha poi citato Giovanni Falcone e ricordato che il magistrato deve essere "autonomo, indipendente ed efficiente. Il giudice è chiamato a rendere un servizio, a rispondere a problemi sempre brucianti per i cittadini e questo non si può perdere di vista".

Intanto, fra le proposte delle Commissione, per quanto riguarda il Consiglio superiore della magistratura, è trapelato il via libera alle candidature da parte di tutti i magistrati, mentre la formula elettorale sarebbe quella del voto singolo trasferibile. Con riferimento poi agli incarichi direttivi/semidirettivi, la copertura dei posti vacanti sarebbe in ordine temporale. E ci sarebbero delle modifiche dei requisiti per il conferimento di funzioni direttive e semidirettive, sia in termini di valutazioni di professionalità, sia quanto alla previsione di puntuali parametri ed indicatori attitudinali in relazione al posto da ricoprire.

Capitolo fuori ruolo. Qui è prevista una riduzione del numero massimo, ora è di 200. Mentre per quanto riguarda le toghe in politica sarà possibile candidarsi solo dopo un'aspettativa di almeno quattro mesi. Vietato invece presentarsi nella circoscrizione del territorio dove si sono svolte le funzioni negli ultimi due anni. Previste anche limitazioni temporali e territoriali per i magistrati candidati o eletti.

E sul ritorno in magistratura, si è espresso anche il Presidente Luciani: "La Commissione – ha detto - non ha per nulla indebolito il rigore del Ddl Bonafede, ne ha rovesciato l'impostazione. Abbiamo dettato una disciplina molto più rigorosa per l'accesso alla politica da parte dei magistrati. Per chi ha ricoperto incarichi elettivi, il rientro può avvenire con limitazioni estremamente rigorose: solo incarichi collegiali. Abbiamo ritenuto doveroso riconoscere però la possibilità di un ritorno in magistratura, per rispetto della Costituzione".

Rimane infine la possibilità di passare dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti, e viceversa, che però potrà essere richiesto per non più di due volte nell'arco dell'intera carriera, allo stato si può chiedere per non più di 4 volte.

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