La Commissione europea ha adottato oggi l’Eu Kids Act per migliorare la sicurezza online dei bambini in tutta l’Unione. La proposta vieta alle piattaforme di social media l'accesso ai bambini di età inferiore ai 13 anni e stabilisce un'età minima a livello Ue - fissata a 15 anni - per l’apertura di un account personale da parte dei minori, garantendo così un approccio graduale. Il Kids Act inverte inoltre l'onere della prova: d’ora in poi, i fornitori di servizi dovranno dimostrare che i loro servizi sono sicuri “by design” (sicuri sin dalla progettazione) e adeguati all’età.
La proposta legislativa è stata trasmessa al Parlamento europeo e al Consiglio, al fine di avviare l'iter legislativo per l’esame e l’adozione. Data la chiara richiesta di un’azione urgente e globale a livello dell’Unione, è fondamentale che l’atto venga adottato rapidamente, sottolinea la Commissione Ue in una nota, rimarcando poi che la proposta risponde alle crescenti richieste dei cittadini europei di una maggiore tutela dei minori online. Secondo l’Eurobarometro speciale sul Decennio digitale 2026, il 92% degli europei considera una priorità politica fondamentale rafforzare ulteriormente la protezione di bambini e giovani online, sia dal cyberbullismo che dall’esposizione a contenuti dannosi, dal design che crea dipendenza o da altri rischi.
“Le piattaforme digitali – ha commentato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen - dovranno rispettare per tutti gli utenti sotto i 18 anni il principio della “sicurezza fin dalla progettazione“, senza funzionalità tossiche o che creino dipendenza”.
“Le piattaforme – ha proseguito - hanno giocato troppo a lungo con la salute mentale dei nostri figli. Ora invertiamo l'onere della prova. Ora devono dimostrarci che sono sicure”.
“Per anni le piattaforme hanno negato i danni che hanno creato. Hanno cercato di evitare regole prescrittive e di stabilire le regole secondo i propri tempi. Con il Kids Act cambiamo tutto questo”, ha proseguito la presidente della Commissione. Le piattaforme più grandi dovranno quindi presentare preventivamente dettagliati piani per la sicurezza dei minori.
“Tra i 13 e i 15 anni - ha spiegato von der Leyen - saranno consentiti soltanto mini account creati e supervisionati dai genitori o dai tutori, con funzionalità limitate e una restrizione del tempo a un massimo di un’ora al giorno”.
“I genitori non possono competere o tenere il passo con gli algoritmi e non dovrebbero essere costretti a farlo”, ha aggiunto von der Leyen, ricordando tra le conseguenze dell’uso problematico dei social “privazione del sonno, depressione, ansia, autolesionismo, comportamenti di dipendenza e, tragicamente, suicidio”.
La verifica dell’età avverrà attraverso strumenti certificati dall’Ue. “La piattaforma apprenderà una sola cosa: se sei abbastanza grande per avere accesso oppure no”, ha spiegato von der Leyen.
La presidente della Commissione ha infine ricordato che i rischi legati ai meccanismi che creano dipendenza non riguardano soltanto i minori: “Stavo parlando, per esempio, di design che creano dipendenza. Fanno male a tutti, minori e adulti”. Per questo la Commissione presenterà in autunno un più ampio Digital Fairness Act.
Per Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia: “Con il nostro EU KIDS Act ci assicuriamo che i nostri figli possano godere dei loro diritti anche online: imparare, restare in contatto ed esplorare. Diamo inoltre ai genitori gli strumenti per accompagnare i propri figli nella navigazione in un mondo digitale sicuro. Tutto questo mantenendo alta la pressione sulle piattaforme, perché spetta a loro dimostrare che i propri servizi non arrecano danni”.

