Le sanzioni nei confronti della Russia in seguito all’invasione dell’Ucraina hanno reso di grande attualità la figura del trade compliance officer e del sanctions officer nelle imprese. Sono molte le società che su questo fronte stanno ricorrendo alla consulenza degli studi legali. Esperto di sanzioni economiche internazionali e merci dual use è lo studio legale milanese Padovan fondato dall’avvocato Marco Padovan.
Di cosa si occupa il trade compliance officer?
Spesso in Italia si uniscono due cose diverse, l’export control che riguarda le restrizioni alle esportazioni e il mondo delle sanzioni. Solo di recente le aziende hanno capito che era opportuno dotarsi di una procedura interna di compliance sulle esportazioni. Da qui l’esigenza di un trade compliance officer, una figura con competenze tecniche giuridiche e aziendali in grado di gestire i processi di autorizzazione.
Quali sono state le conseguenze della guerra in Ucraina?
In primo luogo c’è l’esigenza dell’azienda di verificare le controparti con cui lavora. Con una black list così ampia c’è il rischio di incappare in soggetti indirettamente o direttamente «listati». Poi occorre fare un’analisi di prodotto. E servono figure tecniche. Spesso la lista di restrizione del prodotto è basata sulla descrizione del prodotto e non sul codice doganale e quindi serve un ingegnere.
Si rivolgono a voi per assistenza su questo fronte?
In questa emergenza, dovremmo triplicare le risorse. Cerchiamo continuamente nuovi profili ma non troviamo competenze. È un ambito che richiede un approccio di gruppo. Noi in studio abbiamo colleghi doganalisti, ingegneri, esperti di geopolitica oltre che avvocati. La guerra cambia, per sempre e radicalmente, i flussi del commercio, per cui le aziende dovranno riorientare le loro attività.

