Il Consiglio di Stato - con la sentenza n. 1560/2026 - ha chiarito che, in materia di concorsi pubblici, la domanda volta al riconoscimento del titolo di riserva non attiene all’esercizio del potere amministrativo, ma integra la pretesa a un diritto soggettivo perfetto, con conseguente devoluzione della controversia alla giurisdizione del giudice ordinario.

Il principio enunciato si fonda sulla qualificazione delle norme che disciplinano le riserve come norme di relazione, idonee a produrre direttamente...

Riproduzione riservata Ⓒ