Al via la prima edizione del concorso fotografico “Sguardi di giustizia” 2026. L’iniziativa, pubblicata sul sito dell’Ordine degli Avvocati di Roma e dallo stesso patrocinata, è promossa su proposta della Camera Civile di Roma e organizzata dalla Fondazione Ordine Avvocati Roma ETS, in collaborazione con la Fondazione Appetito ETS.

La partecipazione è gratuita e aperta a diverse categorie di partecipanti, tra cui avvocati, magistrati, professionisti e giovani under 25. Le opere dovranno essere inviate entro il 10 ottobre 2026, mentre la premiazione e la mostra dei lavori selezionati sono previste nel mese di dicembre.

Un concorso dedicato al rapporto tra fotografia e giustizia

L’iniziativa, si legge nel bando, nasce con l’obiettivo di stimolare una riflessione sul significato della giustizia nella società contemporanea attraverso il linguaggio della fotografia.

Il tema scelto per questa prima edizione è “Sguardi di giustizia – La giustizia osservata, vissuta, cercata, interpretata”, con l’intento di raccontare il diritto non solo come insieme di norme, ma anche come esperienza umana, sociale e culturale.

Le fotografie potranno rappresentare ambienti, persone, simboli e situazioni che richiamano il mondo della giustizia e delle professioni giuridiche.

Le sezioni del concorso e le aree tematiche

Il bando prevede tre sezioni tecniche: - Smartphone, riservata alle fotografie realizzate con smartphone o tablet; - Macchina fotografica, dedicata agli scatti effettuati con apparecchi digitali o analogici; - IA Generativa, destinata alle opere create con strumenti di intelligenza artificiale o mediante elaborazioni digitali avanzate. In questa sezione è obbligatorio dichiarare il software utilizzato e l’apporto creativo dell’autore, mentre sono espressamente vietati i deep fake.

I partecipanti potranno sviluppare le proprie opere ispirandosi a una delle tre aree previste dal bando: - Lo spazio della giustizia, dedicata ai luoghi e ai momenti della vita giudiziaria; - I volti del diritto, riservata ai protagonisti della giustizia, dagli avvocati ai magistrati, fino ai cittadini; - Tradizione e futuro, incentrata sul rapporto tra i simboli della giustizia e le innovazioni tecnologiche e culturali.

Chi può partecipare

Il concorso è aperto a: - avvocati e praticanti iscritti all’Ordine degli Avvocati di Roma; - magistrati, giudici onorari e personale dell’amministrazione giudiziaria; - professionisti appartenenti ad altri Ordini o Collegi professionali, oltre ai consulenti tecnici; - giovani che non abbiano compiuto 25 anni alla data del 10 ottobre 2026, presentati da almeno due avvocati iscritti all’Ordine di Roma.

La partecipazione è consentita esclusivamente come autore singolo ed è completamente gratuita.

Come presentare la domanda

L’iscrizione avviene esclusivamente in modalità telematica, utilizzando il modulo online messo a disposizione. Per chi utilizza un account @gmail.com, caricare il/i file-immagine nel corso della compilazione del modulo telematico https://forms.gle/WG5Yyah2XiCA4nPR8; per chi non utilizza un account @gmail.com, compilare e inviare il modulo telematico https://forms.gle/oJ5BfC31g7hV8zBC6 successivamente, procedere all’invio del/i solo/i file-immagine alla casella mail concorso@ordineavvocati.roma.it, concludendo così la procedura.

Le iscrizioni sono aperte da luglio 2026. Il termine per l’invio delle opere è fissato alle ore 24 del 10 ottobre 2026.

La giuria effettuerà la valutazione nel mese di novembre, mentre la cerimonia di premiazione e la mostra delle opere selezionate si svolgeranno nel mese di dicembre.

Premi e riconoscimenti

Per ciascuna delle tre sezioni tecniche saranno assegnati premi ai primi tre classificati.

Il primo classificato riceverà una targa istituzionale, una pergamena e la pubblicazione ufficiale dell’opera, mentre il secondo e il terzo classificato otterranno una pergamena di merito e la pubblicazione.

È inoltre previsto uno specifico riconoscimento per la categoria Under 25, oltre al premio speciale “Set e Fuori Set: l’Umanità del Diritto”, destinato all’opera che meglio rappresenterà il rapporto tra la dimensione istituzionale della giustizia e quella più autenticamente umana.

L’organizzazione potrà attribuire anche menzioni speciali e segnalazioni di merito.

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