Le condotte vessatorie nei confronti del coniuge, iniziate in ambito domestico e proseguite dopo la separazione di fatto, configurano il reato di maltrattamenti in famiglia e non quello di atti persecutori, a prescindere dalla convivenza. Il coniuge, infatti, rimane “persona della famiglia” fino allo scioglimento degli effetti civili del matrimonio. La Corte di Cassazione, con sentenza 7357 del 2026, stabilisce un principio significativo e ribadisce l’importanza dei vincoli familiari anche dopo la...
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