Il rispetto del diritto dei padri italiani a vedere i figli dopo una separazione o un divorzio è migliorato. Lo indica il comitato dei ministri del Consiglio d’Europa nella decisione presa dopo l’analisi delle misure prese dalle autorità italiane dopo le condanne dalla Corte europea dei diritti umani per il non rispetto dei diritti di visita, oltre che per le carenze nel funzionamento del sistema di affidamento, e in ultimo per l’approccio dei tribunali civili di etichettare le madri come non collaborative quando invocano la questione della violenza domestica per giustificare l’opposizione a incontri non protetti tra i figli e il padre.

Per quanto concerne il diritto dei padri, Strasburgo osserva che “gli esempi di decisioni giudiziarie citati dalle autorità, indicano un’evoluzione positiva nella prassi dei tribunali in materia di attuazione del diritto di visita”.

Ma secondo Strasburgo è necessario che Roma presenti ulteriori esempi di decisioni prese dai tribunali, affinché il comitato dei ministri possa valutare la situazione ed eventualmente chiudere questo fascicolo.

Il comitato dei ministri si dice anche soddisfatto del completamento della riforma della giustizia minorile nel 2022 e delle misure legislative adottate nel marzo 2026 che hanno rafforzato la trasparenza e il monitoraggio degli affidamenti.

Ma anche in questo caso chiede maggiori informazioni, come per i casi che riguardano le donne che sollevano la questione della violenza domestica quando si tratta di decidere sui contatti dei figli con i padri, e che i tribunali definiscono poco collaborative.

Infine, Strasburgo domanda a Roma di garantire il funzionamento del Tribunale Unificato per le Persone, i Minori e le Famiglie nel 2027, e di inviare le informazioni richieste entro il 30 giugno dell’anno prossimo.

 

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