L’Associazione Nazionale Magistrati chiede un “radicale ripensamento“ del disegno di legge sulle circoscrizioni giudiziarie attualmente all’esame del Parlamento. Nell'audizione davanti alla Commissione Giustizia della Camera, il componente della giunta centrale dell'Anm Sergio Rossetti ha definito il provvedimento una “contro-riforma” che non corregge il riordino del 2012 sulla base di una valutazione dei suoi effetti, ma “lo rovescia in assenza di un’adeguata istruttoria e in contrasto con le evidenze empiriche disponibili”.
L’Anm, ha evidenziato Rossetti, è convinta che la prossimità “sia un valore da preservare” che tuttavia va assicurata “in forme più flessibili rispetto alle moltiplicazioni di sedi giudiziarie piene, attraverso sportelli per la volontaria giurisdizione, attraverso il rilancio degli uffici del giudice di pace che oggi versano in condizioni critiche.
Di certo, ha sottolineato Rossetti, “non possiamo abbandonare la strada della razionalizzazione. I risultati ottenuti sono un fatto e le risorse disponibili impongono scelte di concentrazione, non di frammentazione. Il Ddl peraltro non si pone le domande che un ripensamento complessivo della geografia giudiziaria richiederebbe”.
Sulla questione della responsabilità civile dei magistrati è invece intervenuto il Presidente dell’Anm, Giuseppe Tango. “La responsabilità civile per i magistrati già esiste, è in vigore, e lo Stato, se vuole, può rivalersi sul magistrato che sbaglia; nel caso in cui si voglia modificare - c’è un dibattito all’interno della maggioranza su questo punto e, sembrerebbe, diverse sensibilità - e nel caso in cui ci fosse un testo su cui ragionare, lo valuteremo ovviamente con estrema attenzione“.
Quanto alla riforma della prescrizione “già abbiamo dato un nostro parere - c’è stata anche un’audizione parlamentare” e il parere delle toghe “si esprime in termini non certamente positivi“.
“Per quanto riguarda invece le urgenze – ha proseguito Tango -, noi nella nostra interlocuzione con il governo abbiamo detto quelle che ci premono di più per l’efficienza della giustizia e per tutelare l’interesse del cittadino: quello che ci chiedono a gran voce è la celerità dei provvedimenti“.
E sulla riforma del gip collegiale, ha osservato: “sembrerebbe finalmente aver avuto una proroga che stiamo aspettando nero su bianco; anche questo rappresenta un primo passo che guardiamo con favore in quanto eravamo stati tra i primi a lanciare il grido d’allarme”. Tango si augura che il rinvio dell’entrata in vigore del gip collegiale sia finalizzato a una riflessione sulla “concreta operabilità della riforma e soprattutto, eventualmente, ad un adeguamento della pianta organica“.

