L’interesse o il vantaggio previsti dall’articolo 5 del Dlgs 231/2001 – che comportano l’imputazione oggettiva dell’illecito all’ente – vanno declinati dal giudice in termini specifici e non valorizzando «dati metagiuridici di natura sociologica». È il richiamo metodologico espresso dalla Cassazione nella sentenza 5923 del 12 febbraio 2026, che ha accolto, sul punto, il ricorso proposto da un ente ecclesiastico operante nel settore sanitario.
All’imputato, un religioso delegato alla gestione ordinaria...

