Con la sentenza n. 135 del 28 luglio 2025, la Corte costituzionale ha dichiarato – a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione in Gazzetta Ufficiale (e dunque a decorrere dal 29 luglio 2025) - l'illegittimità costituzionale del cd. tetto retributivo per i dipendenti pubblici, in vigore da oltre dieci anni
LA MASSIMA
Pubblico impiego - Trattamento economico - Tetto retributivo - Parametrato a quello del primo presidente della Cassazione, a sua volta fissato in una cifra fissa determinata nel 2014 - In particolare: applicazione del tetto retributivo ai magistrati, comprensivo dell'indennità di funzione quali componenti togati eletti negli organi di autogoverno della magistratura ordinaria e in quelli delle magistrature speciali - Necessaria temporaneità della misura, non più giustificabile, viste anche le deroghe introdotte per alcune categorie di soggetti e i mancati risparmi attesi - Violazione dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura ammnistrativa - Necessità di rimuovere il vulnus per ogni appartenente alla pubblica amministrazione - Rimozione del tetto contributivo vigente, fissato in 240.000 euro, al lordo dei contributi previdenziali e assistenziali e degli oneri fiscali a carico del dipendente, anziché nel trattamento economico spettante al primo presidente della Corte di cassazione, che rappresenta il parametro per l'individuazione del tetto retributivo da parte di un Dpcm, previo parere delle competenti commissioni parlamentari - Illegittimità costituzionale in parte qua, a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione della presente sentenza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. (Dl 201/2011, convertito dalla legge 214/2011, articolo 23-ter, comma 1; Dl n. 66/2014, convertito dalla legge 89/2014, articolo 13, comma 1)
È illegittimo l'articolo 13, comma 1, del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66 («Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale»), convertito, con modificazioni, nella legge 23 giugno 2014 n. 89, a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione della presente sentenza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, nella parte in cui indica il limite massimo retributivo nell'importo di euro 240.000,00 al lordo dei contributi previdenziali e assistenziali e degli oneri fiscali a carico del dipendente, anziché nel trattamento economico onnicomprensivo del primo presidente della Corte di cassazione, che rappresenta il parametro per l'individuazione del tetto retributivo da parte di un Dpcm, previo parere delle competenti commissioni parlamentari.
Con la sentenza n. 135 del 28 luglio 2025, la Corte costituzionale ha dichiarato - a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione in "Gazzetta Ufficiale" (e dunque a decorrere dal 29 luglio 2025) - l'illegittimità costituzionale del "tetto retributivo" per i dipendenti pubblici, in vigore da oltre dieci anni.
Il contenuto della decisione
Più precisamente, la Corte ha dichiarato, con la decorrenza ora indicata, l'illegittimità costituzionale dell'articolo 13, comma 1, del decreto legge 24 aprile 2014 n. 66...


