Il rinvio in pubblica udienza disposto dalla sezione lavoro della Cassazione (ordinanza interlocutoria n. 28352/26) “accende i riflettori” su una zona grigia della normativa sulla sicurezza sul lavoro: la copertura Inail per gli infortuni in itinere subiti dal personale scolastico al termine di attività formative non obbligatorie. E allora - afferma la Suprema Corte - se da un lato la legge ancora la tutela dell’istituto assicurativo a un rigido nesso di occasionalità necessaria con la prestazione lavorativa, dall’altro il mondo della scuola si muove da anni verso modelli di formazione diffusa, flessibile e permanente.

L’aggiornamento di un docente

Affermano i Supremi giudici come oggi per un docente l’aggiornamento non si esaurisca più soltanto nelle formali delibere del Collegio dei docenti. L’uso delle lingue straniere, le competenze digitali e le nuove metodologie didattiche spingono costantemente il personale a frequentare corsi interni ed esterni su base volontaria. In questo contesto si apre un “cortocircuito” giuridico centrale, ossia tracciare il confine preciso tra la sfera personale di crescita dell’individuo e l’interesse protetto dell’amministrazione scolastica.

Cosa dovranno decidere i Supremi giudici

Nella futura udienza pubblica i giudici supremi non saranno chiamati a decidere soltanto sulla specifica aggressione subita dall’insegnante di scienze, ma dovranno fissare criteri generali di grande rilevanza. Sarà necessario stabilire se un corso non obbligatorio rivolto a migliorare le competenze trasversali possa rientrare nell’orbita del lavoro. Occorrerà, inoltre, chiarire se la permanenza nei locali scolastici per motivi formativi estenda la tutela del tragitto di ritorno verso casa anche a orario di servizio concluso. Infine andrà valutato se l’assenza di un’imposizione formale da parte della scuola escluda automaticamente la copertura assicurativa o se debba prevalere una lettura più ampia della protezione del lavoratore.

I possibili scenari

Una pronuncia favorevole alla docente allargherebbe sensibilmente le maglie delle garanzie di tutela, riconoscendo che l’aggiornamento professionale dell’insegnante costituisce un valore costante privo di rigidità burocratiche. Al contrario la conferma della linea restrittiva imporrebbe al personale scolastico di valutare con attenzione la natura formale di ogni attività svolta a scuola per non rischiare di perdere le garanzie assistenziali. L’atteso verdetto segnerà un passaggio decisivo nel rapporto tra sicurezza sul lavoro, formazione continua e pubblico impiego.

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