Dopo la delusione per la mancata previsione nel Milleproroghe della conferma delle attuali modalità di svolgimento dell’esame di abilitazione alla professione forense – con una prova scritta e un orale trifasico -, arrivano segnali incoraggianti del Governo che ha aperto un tavolo di confronto. Tempi stretti per scongiurare un ritorno, ritenuto ormai “irragionevole” dalla giovane avvocatura, alle modalità previste dalla legge n. 247/2012.

Il modello a cui si guarda è quello già contenuto nel disegno di legge di riforma dell’ordinamento forense, attualmente all’esame della Commissione Giustizia della Camera, che prevede due prove scritte – un parere motivato e la redazione di un atto giudiziario nelle materie civile, penale o amministrativa – seguite da una prova orale unica con discussione degli elaborati, soluzione di un caso pratico e domande su diritto sostanziale, processuale e ordinamento forense. Le modalità operative (ad esempio utilizzo di codici e strumenti informatici) dovrebbero essere definite nei decreti attuativi. La prima convocazione tecnica presso il Ministero della Giustizia è prevista per la prossima settimana.

L’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA) saluta con “vivo apprezzamento” la decisione del Governo di “attivare un tavolo di confronto” per arrivare ad un risultato già per la sessione 2026. E ricorda le “legittime preoccupazioni” dei “praticanti avvocati”, che attendevano “con crescente apprensione chiarimenti sulle modalità di svolgimento della prossima sessione d’esame”. Anche il Consiglio Nazionale Forense, prosegue il comunicato, ha contribuito alle interlocuzioni con Via Arenula “con spirito di collaborazione e responsabilità istituzionale” alla ricerca di una soluzione “equilibrata e condivisa”.

“Accogliamo con grande soddisfazione questa decisione – dichiara il Presidente Nazionale di AIGA, Luigi Bartolomeo Terzo – Siamo fiduciosi che si possa pervenire ad un esame strutturato in due prove scritte e una prova orale che rappresenterebbe un passo coerente con la proposta di riforma della legge professionale forense, che prevede l’utilizzo dei codici annotati con la giurisprudenza, e va nella direzione di un sistema di accesso alla professione più chiaro, equilibrato e sostenibile”.

AIGA, infine, ribadisce il proprio impegno a proseguire il confronto per arrivare ad una riforma “organica e definitiva dell’esame di abilitazione, capace di garantire qualità, meritocrazia e certezza del diritto per le future generazioni di avvocati”.

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