Il Consiglio nazionale forense lo aveva chiesto a gran voce ancora poche settimane fa: stralciare dalla riforma forense le disposizioni sull’esame di abilitazione e approvarle subito, per dare certezza ai futuri avvocati. E il Consiglio dei ministri ha accolto l’invito, varando un decreto legge che rende immediatamente operative le nuove regole.
Il Cdm ha anche votato la proroga dell’entrata in vigore della riforma sul gip collegiale. Ad annunciarlo il ministro Carlo Nordio: “E’ rinviata alla fine di febbraio-marzo del prossimo anno - ha detto il Guardasigilli - siamo certi che entro quel termine il nostro ministero avrà terminato il percorso che consentirà la giustizia telematica anche per questo organo”.
Tornando alla riforma dell’esame, il decreto riprende l’articolo 2 del Ddl delega di riforma forense, che alla lettera bb), prevede che l’esame di Stato per l'accesso alla professione dovrà svolgersi in unica sessione annuale e articolarsi in una prova scritta consistente nella redazione di un parere e di un atto giudiziario. E in una prova orale consistente in un colloquio avente a oggetto la soluzione di un caso pratico e la risposta a quesiti volti ad accertare la conoscenza del diritto sia sostanziale che processuale in una materia a scelta tra il diritto civile, il diritto penale e il diritto amministrativo, nonché a un quesito vertente su una materia a scelta tra il diritto commerciale, costituzionale, del lavoro, dell’Unione europea, ecclesiastico, internazionale e tributario e a un quesito in materia di ordinamento, deontologia e previdenza forensi). Le prove scritte si svolgono in presenza e con il solo ausilio dei codici annotati con la giurisprudenza.
“Accogliamo con grande favore l’approvazione del decreto”, ha commentato il Presidente del Cnf Francesco Greco. “Si tratta – ha proseguito - di una soluzione auspicata dal Consiglio nazionale forense, che consente di fornire tempestivamente ai candidati regole certe per una sessione d’esame alla quale si stanno preparando da mesi”.
Greco ha poi voluto ringraziare il Ministro Nordio, il viceministro Sisto e il ministero della Giustizia “per l’attenzione dimostrata nei confronti delle esigenze dell’avvocatura e dei candidati che si apprestano ad accedere alla professione”. “Il decreto – aggiunge Greco - recepisce le indicazioni formulate dal Cnf e restituisce certezza, qualità e serietà al percorso di abilitazione”.
È arrivato anche il plauso dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati. “L’Aiga, si legge in una nota, esprime grande soddisfazione per l’approvazione del decreto legge recante la disciplina dell’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione forense per la sessione 2026”.
A seguito della mancata proroga delle modalità transitorie nel decreto Milleproroghe, prosegue l’Aiga, si era creata una situazione di “grave incertezza” per “migliaia di praticanti avvocati”. Da qui l’avvio di un dialogo istituzionale con Ministero della Giustizia e Consiglio Nazionale Forense, che ha “contribuito alla definizione di un quadro normativo finalmente stabile e adeguato”.
“I praticanti avvocati meritavano risposte chiare e in tempi certi. Abbiamo lavorato affinché la soluzione trovata fosse equilibrata, accessibile e coerente con le reali esigenze di chi si prepara ad entrare nella professione. Oggi quel lavoro trova finalmente concretizzazione”, ha commentato il Presidente nazionale AIGA Luigi Bartolomeo Terzo.
Sono inoltre introdotte disposizioni sulla permanenza nell’incarico presso lo stesso ufficio dei magistrati giudicanti, sull’organizzazione e la competenza degli uffici del giudice di pace e sulla funzionalità dell’ufficio per il processo.
Sono previste ulteriori disposizioni in materia di indennizzi per i danni subiti a causa dell’irragionevole durata di un processo (legge 24 marzo 2001, n. 89), con riferimento alle somme liquidate nell’anno 2022, nonché interventi per la prosecuzione e il potenziamento del processo di digitalizzazione dell’amministrazione della giustizia, per la continuità dei servizi di connettività e per l’innalzamento dei livelli di sicurezza delle infrastrutture digitali e dei sistemi informativi.
Il provvedimento interviene anche sul termine massimo per l’esercizio dell’azione di responsabilità professionale nei confronti del notaio.
Il Governo ha poi approvato un decreto legge sull’immigrazione che attua parte del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo. Il provvedimento introduce procedure accelerate alla frontiera per l’esame delle domande di protezione internazionale, da concludere entro un massimo di 12 settimane, e prevede un trattenimento fino a 72 ore nei luoghi di primo ingresso per l’identificazione e la verifica della pericolosità del richiedente, previa convalida dell’autorità giudiziaria.
Le procedure obbligatorie di frontiera si applicheranno, tra gli altri, ai richiedenti provenienti da Paesi con tasso di riconoscimento della protezione inferiore al 20%, a chi presenta documenti falsi o è considerato un rischio per la sicurezza nazionale. Il decreto disciplina inoltre nuove cause di rigetto delle domande, tra cui la manifesta infondatezza e il ritiro implicito. Contestualmente il Governo ha confermato il rafforzamento dei controlli al confine con la Slovenia per esigenze di sicurezza e prevenzione del terrorismo.
Infine, il Consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare un regolamento che aggiorna la disciplina del lavoro penitenziario, con l’obiettivo di rafforzare la funzione rieducativa della pena. Il provvedimento amplia le opportunità di lavoro e formazione per detenuti e internati, favorisce la collaborazione con imprese ed enti del terzo settore, rivede il superato obbligo lavorativo per i condannati e amplia le attività individuali consentite.

