Moltiplicare esponenzialmente il numero delle Sottocommissioni – da 27 che erano nel 2019 fino a circa 130 - in modo da poter meglio distribuire i candidati sul territorio, individuando altrettante sedi dove svolgere gli esami scritti. Ma anche renderle "autonome" e dunque in grado correggere direttamente gli elaborati senza più procedere agli incroci nazionali, tornando così ad una "filiera corta".
OCf - La delibera sull'Esame d'Avvocato
È questa la ricetta contenuta in una delibera dell'Organsimo congressuale forense, adottata venerdì 12 febbraio, che lascia inalterata le struttura dell'esame. Non passa dunque la riduzione delle prove come richiesto dalle Associazioni dei praticanti ma anche dall'Aiga e da diversi Ordini territoriali. Al posto della semplificazione degli scritti si chiede un "regime speciale" da prevedere non solo per l'esame 2020 (per ora ancora fissato a metà aprile di quest'anno), ma anche "stante l'attuale andamento del fenomeno pandemico" per la sessione dell'esame di abilitazione di dicembre 2021.
L'Ocf ha dunque rivolto al neocostituito Governo e al Ministro della Giustizia, è sempre di ieri la nomina a via Arenula della professoressa Marta Cartabia (ex presidente della Corte costituzionale), di affrontare la questione in via di urgenza, assumendo gli interventi idonei, "da adottarsi, anche in via eccezionale per le sessioni di esame degli anni 2020 e 2021, in parziale deroga alle disposizioni vigenti previste dalla normativa sia primaria che regolamentare, nel rispetto delle esigenze e finalità proprie dell'esame e abilitazione"
La proposta dunque è quella di prevedere che sia disposta la costituzione delle sottocommissioni (art. 47, comma 3, della legge 247/2012) "in numero adeguato a consentire la divisione dei candidati fino ad un massimo di n. 150 per ciascuna di esse". E qui facendo due calcoli a spanne, considerata una platea di circa 20mila aspiranti legali, sarebbe necessario costituire circa 130 "sottocommissioni".
Non solo, "al fine di rispettare le misure di distanziamento sociale ed anti-assembramento previste dalla normativa emergenziale anti-pandemica", lo svolgimento delle prove scritte dovrebbe avvenire "in più plessi distinti anche su base circondariale o sub-circondariale, delegandosi a ciascuna sottocommissione le relative competenze e responsabilità di gestione". E questo è un altro punto decisivo perché significa togliere alla Commissione centrale il ruolo di plenipotenziaria per rendere ciascuna "sottocommissione" del tutto autonoma.
Infine, la proposta prevede che la correzione degli elaborati "sia affidata a ciascuna delle sottocommissioni innanzi alla quale i relativi candidati abbiano sostenuto le prove scritte", e questo per evitare che "le necessità logistiche connesse agli spostamenti degli elaborati ritardino ulteriormente le operazioni di correzione".
E i social si riempiono delle critiche dei praticanti. Da chi fa notare che in sedi come Milano, Roma e Napoli dove si può arrivare anche a 5mila candidati servirebbero oltre 30 Subcommissioni per città con altrettante sedi idonee a disposizione; a chi lamenta che con il ritorno alla correzione "da parte dei membri del circondario, l'esame lo passerà il raccomandato di turno".

