Il curatore fallimentare accetta tacitamente una eredità, anche se manca l’autorizzazione del comitato dei creditori, ogniqualvolta compia un atto (ad esempio la vendita) che riguarda i beni ereditari. Le relative passività costituiscono un debito da soddisfarsi con precedenza rispetto ai creditori concorsuali del fallito, per evitare un indebito profitto di questi ultimi a danno dei creditori del de cuius. Sono questi i principi che si ricavano dall’ordinanza 16972 del 30 maggio 2026 della Cassazione...
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