Si chiamava Domenico Zuccarella ed era affetto da clerosi multipla secondariamente progressiva: è morto martedì 25 agosto ed è il primo caso nel quale il Servizio sanitario regionale ha organizzato l’intera fase attuativa, compresi l’assistenza sanitaria, il farmaco e la strumentazione necessari e l’individuazione del luogo nel quale procedere.

Zuccarella, come ha fatto sapere l’Associazione Coscioni, aveva presentato la propria richiesta all’ASST Ovest Milanese l’8 novembre 2025. Dalla richiesta all’effettiva attuazione sono trascorsi 290 giorni, oltre nove mesi, nonostante le linee guida regionali del 13 maggio 2026 prevedano un termine massimo complessivo del procedimento di 145 giorni

Dopo mesi di attesa, solleciti e diffide, il collegio legale di studio e difesa di Zuccarella, coordinato dall’avvocata Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni e sua difensora, aveva presentato a fine maggio un ricorso d’urgenza al tribunale chiedendo che la procedura fosse conclusa in tempi compatibili con la progressione della sua malattia, e che, in caso di verifica positiva, venisse concretamente organizzata anche la fase attuativa.

Dagli atti depositati dall’azienda sanitaria era emerso che la Commissione medica multidisciplinare aveva concluso e sottoscritto la propria relazione già il 18 maggio scorso, accertando a maggioranza “la sussistenza dei quattro requisiti indicati dalla Corte costituzionale per l’accesso al suicidio medicalmente assistito e individuando le modalità con cui procedere, compresi farmaci, dosaggi e meccanismo di autosomministrazione”. La relazione era poi stata trasmessa al Comitato etico il 20 maggio. Il 25 giugno l’ASST aveva comunicato di avere ricevuto dal Comitato etico una richiesta di ulteriori approfondimenti sulle condizioni di Domenico. Il 23 giugno, in udienza, Domenico aveva espresso direttamente al giudice il suo pensiero: “Sono stanco, non ne posso più”. Il servizio sanitario pubblico ha organizzato anche la fase attuativa: il personale sanitario disponibile su base volontaria, il farmaco e la strumentazione necessari, la modalità di autosomministrazione compatibile con le condizioni del 59enne, l’assistenza sanitaria e il luogo nel quale esercitare la propria scelta.

Le decisioni relative alle cure e all’autodeterminazione sono rimaste di Zuccarella, pienamente capace di assumere decisioni libere e consapevoli. Il paziente ha inoltre disposto la donazione del proprio corpo alla ricerca scientifica, attivando la procedura prevista, dicono dall’Associazione.

“Domenico è morto con la speranza che ciò che aveva ottenuto potesse essere utile ad altre persone nella sua stessa situazione - commentano Filomena Gallo e Marco Cappato, segretaria nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni - Oggi in Lombardia esiste un percorso concretamente tracciato. Non soltanto un’affermazione di principio, ma una strada percorsa fino in fondo nel servizio pubblico, che da oggi potrà essere più chiara per chi verrà dopo. Anche la scelta di donare il proprio corpo alla ricerca aggiunge un ulteriore passo. Questo è ciò che Domenico ci lascia: piccoli passi in più per la libertà degli altri. Per evitare che la procedura sia condotta in tempi così lunghi, e anche per evitare che un futuro assessore alla Salute possa disfare tutto con un tratto di penna, è fondamentale che il Consiglio regionale approvi la legge di iniziativa popolare ’Liberi subito’ sulla quale è in corso la raccolta firme e che chiediamo al Consiglio regionale di approvare già in questa legislatura”.

 

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