L’Opposizione e i Garanti dei detenuti urlano all’accanimento contro i detenuti dopo l’ultima circolare del Dap che imporrebbe lo spostamento dei frigo dalle celle agli spazi comuni. Secondo Via Arenula, che è intervenuta con una nota, non si determina “alcuna limitazione sui minibar”, eventualmente già esistenti mentre le nuove disposizioni si riferirebbero “ai frigoriferi, elettrodomestici di grandi dimensioni che, naturalmente, non posso stazionare all’interno delle camere di pernottamento”.
Per il portavoce della conferenza nazionale dei Garanti dei reclusi, Samuele Ciambriello: “È una decisione incomprensibile e pericolosa - spiega - in piena emergenza caldo e con carceri sovraffollate, si priva i detenuti di uno strumento essenziale per conservare cibo e acqua in condizioni minime di igiene. Non è sicurezza: è un arretramento che rischia solo di aumentare tensioni e problemi sanitari”. “Ancora più grave - aggiunge - è la contraddizione con quanto indicato appena poche settimane fa dalla Direzione Generale, che invitava ad aumentare i frigoriferi proprio per affrontare l’estate, insieme ad altre misure utili a fronteggiare la calura estiva”.
In Italia, spiega il Garante, in molti istituti penitenziari, sono presenti da tempo i frigoriferi nelle celle e le direzioni ne hanno consolidato l’impiego. E ricorda che il 31 marzo scorso, con una propria nota, il Direttore Generale dei Detenuti, Ernesto Napolillo, raccomandava di utilizzare risorse per fronteggiare l’arrivo del caldo, suggerendo anche l’incremento dei frigoriferi per evitare il dispendio di acqua dai rubinetti utilizzata per refrigerare. “E allora - conclude Ciambriello - perché il Capo del Dap, Stefano Carmine De Michele, venti giorni dopo, adotta una disposizione contraria e ordina la rimozione dei frigoriferi dalle camere di pernottamento?“.
Diversa la lettura del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria che spiega: “In vista dell’avvicinarsi della stagione estiva, il Dap ha deciso di investire su nuovi pozzetti frigo e ventilatori, disponendo un monitoraggio sulle effettive esigenze dei singoli Istituti”. Si tratta, spiega una nota, di “dotazioni aggiuntive” rispetto a quanto già fatto in passato. In sostanza, secondo questa lettura, le note del Dipartimento del 23 e 27 aprile non determinerebbero “alcuna limitazione” mentre l’azione andrebbe letta come “volta a migliorare le condizioni dei detenuti e del personale penitenziario”.
Non ci stanno le opposizioni che parlando di: “aberrazione“, esempio di ”accanimento“, ”eredità Delmastro“. Per questo, M5s, Avs, Pd, Iv e Azione hanno chiesto nell’aula della Camera una informativa urgente del ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Per Valentina D’Orso (M5S): “È una scelta incomprensibile […] in contesti detentivi […] disumani”. “È una aberrazione […] togliere i frigoriferi […] nulla su suicidi e sovraffollamento“, attacca Devis Dori (Avs). Mentre parla di ”accanimento nei confronti dei detenuti“ Roberto Giachetti (Iv); per Michela Di Biase, Pd ”Nei frigoriferi si tiene anche il cibo […] chi decide non conosce le carceri“. Infine, Fabrizio Benzoni (Azione): “Il tema vero è che in quattro anni non avete affrontato la rieducazione della pena”.
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