Divario persistente, che però non può far trascurare l'eccellenza dei risultati di riduzione dei tempi e dell'arretrato (diminuito del 90 % rispetto ai procedimenti iscritti sino al 2022) che sino a pochi mesi fa sembravano impossibili da raggiungere e che sono stati ottenuti grazie allo straordinario impegno di magistrati, dirigenti e personale, oltre che all'istituzione dell'Ufficio per il processo, e in particolare per l'eccellente performance della Corte di cassazione i cui tempi sono scesi in sei anni da 1.302 a 621 giorni (- 52,3 % !)
I messaggi che ci arrivano sullo stato di salute della giustizia civile in Italia sono contraddittori. Da un lato il Ministero ha comunicato che l’obiettivo previsto dal PNRR di riduzione dei tempi attesi (il disposition time) dei processi civili era stato raggiunto (esattamente il 40,6 % rispetto al 2019). Dall’altro l’EU Justice Scoreboard del 4 giugno 2026 sottolinea come, pur nell'ambito di un percorso di miglioramento, resta un forte divario rispetto ai sistemi più efficienti dell'Unione.
IL TEMA DELLA SETTIMANA
Mettere a fuoco le carenze dell'organizzazione giudiziaria di un Paese complesso come l'Italia richiede molteplici strumenti interpretativi e la considerazione di variabili sia umane sia di sistema. Continua il nostro viaggio nelle difficoltà dei tribunali italiani. Questa settimana è la volta del consigliere Claudio Castelli, ex magistrato e profondo conoscitore dei modelli organizzativi e gestionali. Secondo Castelli, per superare le attuali criticità, «sono necessari interventi mirati sugli uffici in maggiore difficoltà che potrebbero consistere, di volta in volta e a seconda delle necessità, nel supporto alla riorganizzazione, nell'immissione temporanea di risorse o nella copertura degli organici». Il precedente intervento, a firma di Marco Fabri, è stato pubblicato nel n. 24/2026.
Divario...


