Il ministero della Giustizia ha pubblicato le nuove linee guida operative destinate alle articolazioni territoriali del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità in materia di giustizia riparativa, accompagnate dalla circolare indirizzata ai presidenti dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati dei Comuni sedi degli Uffici di Corte di Appello.

Il documento rappresenta un riferimento unitario per accompagnare la progressiva attuazione della riforma introdotta dal decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150, che ha previsto l’istituzione dei Centri per la giustizia riparativa e ne ha disciplinato il funzionamento.

Come si legge nelle linee guida, l’obiettivo è quello di «offrire alle articolazioni territoriali del Dipartimento un quadro unitario di riferimento, giuridicamente fondato e operativamente orientato», evitando sovrapposizioni di competenze e favorendo il coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti.

Chiarito il ruolo di UEPE e USSM

Uno degli aspetti centrali del documento riguarda il ruolo degli Uffici di esecuzione penale esterna (UEPE) e degli Uffici di servizio sociale per i minorenni (USSM).

Le linee guida precisano che tali uffici svolgono funzioni di informazione, orientamento, sensibilizzazione e raccordo istituzionale, distinguendo tali attività dalle competenze proprie dell’Autorità giudiziaria, dei Centri per la giustizia riparativa, dei mediatori esperti e degli enti locali istitutori e gestori.

Le linee guida ribadiscono inoltre che, nei procedimenti penali in corso, l’accesso ai programmi di giustizia riparativa passa attraverso l’intervento dell’Autorità giudiziaria, in applicazione dell’articolo 129-bis del codice di procedura penale.

Volontarietà e riservatezza restano principi fondamentali

Particolare attenzione viene dedicata alle garanzie che caratterizzano il percorso di giustizia riparativa.

Le linee guida richiamano infatti i principi della partecipazione volontaria, del consenso informato e della riservatezza delle informazioni acquisite durante il programma.

Il documento sottolinea che l’accesso ai programmi è «garantito, gratuito, non discriminatorio e limitabile solo in presenza di un concreto pericolo per i partecipanti».

Viene inoltre ribadito che il contenuto degli incontri e le dichiarazioni rese nel corso del percorso restano riservati e non possono essere conosciuti dai servizi territoriali né utilizzati nel procedimento penale.

Programmi autonomi rispetto ai percorsi trattamentali

Un altro chiarimento importante riguarda il rapporto tra giustizia riparativa e percorsi trattamentali o educativi.

Secondo le linee guida, il programma riparativo «mantiene una propria autonomia strutturale e funzionale» e «non coincide con il programma trattamentale né con il progetto educativo individualizzato».

La partecipazione resta sempre volontaria e la mancata adesione, l’interruzione del percorso o l’assenza di un esito riparativo non possono produrre conseguenze negative per la persona indicata come autore dell’offesa.

Verso prassi uniformi sul territorio nazionale

La circolare di accompagnamento evidenzia infine la necessità di favorire «l’armonizzazione delle prassi territoriali e l’ordinato raccordo tra Autorità giudiziaria, Centri per la giustizia riparativa, servizi territoriali del Ministero della Giustizia ed enti locali, nel rispetto dei rispettivi ambiti di competenza».

L’obiettivo, in definitiva, è quello di accompagnare la crescita del sistema della giustizia riparativa attraverso regole uniformi, chiarezza nelle competenze e tutela delle garanzie previste dalla riforma.

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