Dopo la pausa estiva, riprende l’attività delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato con diversi provvedimenti già in fase avanzata di esame. Tra i dossier più avanti nell’iter parlamentare figurano le nuove norme sul rilascio degli immobili, la tutela della reputazione delle persone assolte, il legittimo impedimento del difensore e la disciplina del sequestro di smartphone e dati digitali.

Rilascio degli immobili - Il disegno di legge n. 1896 in materia di rilascio degli immobili, di iniziativa governativa, è stato presentato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio ed è assegnato alla Commissione Giustizia del Senato in sede redigente. Il relatore è il senatore Pierantonio Zanettin.

Dopo l’avvio dell’esame l’8 luglio e una successiva seduta il 28 luglio, la Commissione ha dedicato due giornate consecutive di audizioni al provvedimento, il 9 e il 10 settembre, inserendolo tra i principali argomenti della ripresa dei lavori parlamentari.

Sentenze di assoluzione - Più avanzato appare il percorso della proposta sulla pubblicità delle sentenze di assoluzione o proscioglimento. Il testo, nato alla Camera da un’iniziativa del deputato Enrico Costa, è stato approvato da Montecitorio il 28 maggio ed è approdato al Senato come ddl n. 1919.

La Commissione Giustizia di Palazzo Madama ha già concluso l’esame il 29 luglio, nominando relatrice di maggioranza la senatrice Erika Stefani e deliberando la richiesta di autorizzazione alla relazione orale. Il provvedimento interviene sul Codice della privacy per rafforzare la tutela delle persone assolte o prosciolte, prevedendo, a determinate condizioni e su richiesta dell’interessato, la pubblicità dell’esito favorevole del procedimento da parte del mezzo di comunicazione che aveva dato notizia della vicenda giudiziaria.

Legittimo impedimento del difensore - Percorso inverso per la proposta sul legittimo impedimento del difensore. L’Atto Camera n. 2050 è stato approvato dal Senato il 18 settembre 2024 ed è stato poi abbinato a Montecitorio alla proposta C.2053.

Il provvedimento introduce nuove tutele per il difensore impedito a svolgere la propria attività professionale, intervenendo sia sul processo civile sia su quello penale. Le disposizioni riguardano, tra l’altro, i casi di malattia, infortunio, gravidanza, assistenza a figli o familiari con disabilità o grave patologia e particolari esigenze di cura della prole, prevedendo, a seconda dei casi, la rimessione in termini o il rinvio dell’udienza.

Nel corso dell’esame la Commissione Giustizia della Camera ha adottato il 4 marzo scorso un testo unificato delle due proposte come testo base. L’esame in Commissione si è concluso il 10 giugno 2026, con la nomina di Ingrid Bisa (Lega) a relatrice per la maggioranza e la richiesta di autorizzazione alla relazione orale. Il provvedimento è ora in stato di relazione, in attesa dell’esame dell’Assemblea.

Riproduzione riservata Ⓒ