Gli avvocati di Roma e Parigi si uniscono in difesa dello Stato di diritto, dell’indipendenza della professione forense e dell’accesso alla giustizia. In occasione del gemellaggio tra i due Ordini, il 16 ottobre 2026 è stato sottoscritto a Roma l’“Appel de Rome”, un appello con cui si chiede ai governi italiano e francese di ratificare senza indugio la Convenzione Europea per la protezione della professione di avvocato. Il documento, reso noto attraverso il sito dell’Ordine degli avvocati di Roma, richiama l’attenzione sulle minacce alla libertà professionale e sulla necessità di garantire una tutela effettiva del diritto di difesa.

La Convenzione europea e la tutela dell’indipendenza degli avvocati

L’Appello, in particolare, denuncia l’arretramento della libertà di esercitare la professione forense. Un arretramento si legge nel testo che “si manifesta in modo particolarmente pericoloso allorché colui che chiede tutela si trova privato di un accesso effettivo alla Giustizia ed anche allorché, nel dibattito pubblico, si identifica l’Avvocato con il proprio cliente oppure lo si accusa di agire contro la sicurezza dello Stato e dei concittadini”.

Al centro dell’iniziativa vi è la Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione della professione di avvocato, aperta alla firma il 13 maggio 2025 e indicata nell’Appel come il “primo strumento internazionale giuridicamente vincolante in materia”.

La ratifica della Convenzione e il futuro della professione

Italia e Francia l’hanno firmata sin dal primo giorno: gli Ordini forensi di Roma e Parigi chiedono ora ai rispettivi governi di procedere alla ratifica, invitando anche gli altri Stati a fare altrettanto affinché la Convenzione possa entrare in vigore e dispiegare la propria piena forza protettrice.

L’“Appel de Rome” guarda anche al futuro della professione forense.

Il documento riconosce, infatti, che l’intelligenza artificiale abbia le potenzialità per contribuire a migliorare l’accesso alla giustizia.

Chiede, tuttavia, che “tale innovazione sia controllata, al servizio dell’essere umano e non violativo del diritto all’indipendenza, al segreto professionale ed alla difesa nel processo”.

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