Tributi erariali diretti - Irpeg - Base imponibile - Reddito complessivo - Detrazioni - Costi di sponsorizzazione - Inerenza all'attività d'impresa - Sussistenza - Fondamento - Utilizzatore del marchio in via esclusiva non titolare - Inclusione - Fondamento.
I costi di sponsorizzazione si traducono per lo sponsor in una forma di pubblicità indiretta, consistente nella promozione del marchio e del prodotto che si intende lanciare sul mercato, sicché vanno considerati, ai fini fiscali, inerenti all'attività di impresa, senza che rilevi, in assenza di elementi di prova contraria, il cui onere incombe sull'Amministrazione finanziaria, che lo sponsor sia solo l'utilizzatore del marchio, in via esclusiva, sul territorio nazionale, identificandosi, in tale evenienza, nel soggetto che, dallo sfruttamento del segno distintivo altrui, trae un'utilità per il potenziale incremento della propria attività commerciale
•Corte di cassazione, sezione V, sentenza 22 dicembre 2014 n. 27198
Imposte dei redditi – Iva - Deducibilità - Contribuente - Requisito dell'inerenza - Prova - Congruità dei costi - Ricavi - Oggetto sociale - Costi di sponsorizzazione di un marchio.
In tema di imposte dei redditi e sul valore aggiunto, la deducibilità esige la previa dimostrazione, a carico del contribuente, del requisito dell'inerenza, consistente non solo nella giustificazione della congruità dei costi, rispetto ai ricavi o all'oggetto sociale, ma soprattutto nell'allegazione delle potenziali utilità per la propria attività commerciale o dei futuri vantaggi conseguibili attraverso la pubblicità svolta dall'impresa in favore del terzo ovvero che i costi di sponsorizzazione di un marchio sono deducibili anche da chi, pur non essendo titolare del marchio, tragga comunque un'utilità dallo sfruttamento del segno distintivo altrui, per il potenziale incremento della propria attività commerciale.
•Corte di cassazione, sezione Tributaria, sentenza 26 novembre 2014 n. 25100
Tributi erariali indiretti - Iva - Determinazione dell'imposta - Detrazioni - Contratto di sponsorizzazione - Deducibilità - Inerenza - Condizioni - Onere della prova.
In tema di imposte dei redditi e sul valore aggiunto, i costi di sponsorizzazione di un marchio sono deducibili anche da chi, pur non essendo titolare del marchio, tragga comunque un'utilità dallo sfruttamento del segno distintivo altrui, per il potenziale incremento della propria attività commerciale. Tali costi, infatti, ineriscono all'attività di impresa, ai sensi degli artt. 109, comma V, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, e 19 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633; il concetto di inerenza è, invero, nozione di origine economica, legata all'idea del reddito come entità calcolata al netto dei costi sostenuti per la sua produzione, che, nel campo fiscale, si traduce in un risparmio di imposta e in relazione alla cui sussistenza, ove si abbia riguardo a spese intrinsecamente necessarie alla produzione del reddito dell'impresa, non incombe alcun onere della prova in capo al contribuente.
•Corte di cassazione, sezione V, sentenza 27 aprile 2012 n. 6548
Tributi erariali diretti - Irpef - Redditi di impresa - Determinazione del reddito - Detrazioni - Spese di pubblicità o propaganda e spese di rappresentanza - Criterio discretivo - Fattispecie relativa a spese di sponsorizzazione.
In tema di imposte sui redditi, ai sensi dell'articolo 108 del Dpr 22 dicembre 1986 n. 917, costituiscono spese di rappresentanza quelle affrontate per iniziative volte ad accrescere il prestigio e l'immagine dell'impresa e a potenziarne le possibilità di sviluppo, mentre vanno qualificate come spese pubblicitarie o di propaganda quelle erogate per la realizzazione di iniziative tendenti, prevalentemente anche se non esclusivamente, alla pubblicizzazione di prodotti, marchi e servizi, o comunque dell'attività svolta. Pertanto, le spese di sponsorizzazione costituiscono spese di rappresentanza, deducibili nei limiti della norma menzionata, ove il contribuente non provi che all'attività sponsorizzata sia riconducibile una diretta aspettativa di ritorno commerciale.
•Corte di cassazione, sezione VI - 5, ordinanza 5 marzo 2012 n. 3433

