Il Tribunale Ue, sentenza nella causa T-358/25, ha confermato le misure restrittive ai danni di Roman Arkadyevich Abramovich imprenditore in possesso delle cittadinanze russa, israeliana e portoghese e azionista di riferimento della Evraz, uno dei principali gruppi attivi in Russia nel settore siderurgico e minerario.

Il contesto - A seguito dell’attacco della Russia contro l’Ucraina del 24 febbraio 2022, il Consiglio ha, tra l’altro, congelato i fondi e vietato l’ingresso o il transito nell’Unione europea di imprenditori di spicco che operano in Russia o in settori considerati una notevole fonte di reddito per il governo russo.

La vicenda - Abramovich ha contestato l’inserimento e il mantenimento del suo nome negli elenchi delle persone ed entità oggetto di tali misure. Con le sentenze del 20 dicembre 2023 e del 10 settembre 2025, il Tribunale ha respinto i ricorsi. Il Consiglio ha poi adottato nuovi atti di proroga fino al 15 marzo 2026. Abramovich ha proposto un nuovo ricorso chiedendo anche il risarcimento del danno morale. Con la sentenza odierna, però, il Tribunale lo ha respinto.

La motivazione - Bocciato l’argomento secondo cui le misure controverse sarebbero state adottate de facto dai gruppi di lavoro del Consiglio incaricati di elaborare i lavori preparatori. In realtà, spiega il Collegio, il Consiglio si è semplicemente basato su tali lavori per statuire sull’adozione degli atti impugnati.

La decisione ricorda che il nome di Abramovich viene fuori in quanto imprenditore attivo in settori che generano notevoli redditi per il governo russo. Così è per la posizione in Evraz ma anche nella Norilsk Nickel, tra i principali produttori di palladio e attore chiave del mercato del nichel raffinato.

Del resto, conclude la Corte, le misure rispettano le condizioni previste dal diritto dell’Unione, e in particolare dalla Cedu. Esse, infatti, si fondano su una base legislativa che ne definisce in modo chiaro e preciso la portata, rispettano il «contenuto essenziale» del diritto del ricorrente di circolare liberamente nel territorio degli Stati membri, prevedono deroghe nonché riesami periodici e sono proporzionate e adeguate all’obiettivo di promuovere una soluzione pacifica della crisi in Ucraina.

 

Riproduzione riservata Ⓒ