La legge in commento ha recepito queste avvertite esigenze politico-criminali, intervenendo in materia penale (Titolo I) con l'obiettivo di offrire maggior tutela al prodotto agroalimentare e ai suoi acquirenti, in termini di specificità delle condotte sanzionate, di anticipazione della tutela dell'interesse protetto alle fasi antecedenti a quella negoziale di vendita e di inasprimento del relativo impianto punitivo, anche rispetto ai fenomeni criminosi di nuova generazione, caratterizzati da dimensione organizzata degli scambi commerciali, continuità e radicamento nelle strutture (lecite) d'impresa (cosiddetta "agropirateria").
La prospettiva politico-criminale da cui ha preso le mosse la legge n. 75/2026, nella parte in cui riforma lo statuto penale dei reati agroalimentari, giunge all'esito di un processo riformatore risalente a più di dieci anni fa - undici per l'esattezza - allorché la Commissione “Caselli” istituita nel 2015 presso il ministero della giustizia propose un corposo Articolato che mirava a risolvere le molte criticità emerse nella prassi, a causa di un quadro penal-sanzionatorio obsoleto, frammentato, ...


