Costituisce pubblicità occulta la pubblicazione su social network di post recanti esperienze di consumo non autentiche. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza 2871/2026.
LE MASSIME
Concorrenza - Tutela dei consumatori - Pratiche commerciali scorrette - Pratiche commerciali ingannevoli - Vendite con sistemi multilivello - Vendite con sistemi piramidali - Presupposti - Giudizio di accertamento.
Costituisce pratica commerciale scorretta, l'istituzione di un sistema di vendita con caratteristiche piramidali, nel quale il professionista guadagna principalmente dall'inserimento e dagli acquisti del prodotto direttamente effettuati da parte degli incaricati, e dove lo sforzo promozionale degli stessi è rivolto al continuo inserimento di nuovi incaricati e alla creazione di un'organizzazione prettamente di acquisto, da parte degli stessi incaricati entrati nel sistema, piuttosto che a procurare vendite del prodotto. Tali sistemi di vendita condividono con i consentiti schemi multilivello la possibilità di far aderire alla struttura altri soggetti, sponsorizzandone l'ingresso, in qualità di nuovi incaricati. Ciò che ne differenzia il contenuto, e ne rende illecito l'utilizzo, è la circostanza che nelle vendite piramidali si assiste a un uso distorto del meccanismo del reclutamento di nuovi incaricati, attraverso la creazione di un sistema in cui il bene oggetto di vendita passa in secondo piano e costituisce un mero pretesto per reclutare altri soggetti che, pagando una tassa di ingresso, entrano all'interno della piramide e vi rimangono, effettuando ordini personali, in tal modo alimentando artificialmente il sistema. Sul piano probatorio la creazione di un sistema piramidale va effettivamente dimostrata tenendo in considerazione tutte le risultanze istruttorie.
Concorrenza - Tutela dei consumatori - Pratiche commerciali scorrette - Pratiche commerciali ingannevoli - Pubblicità ingannevole - Pubblicità occulta - Pubblicità redazionale - Pubblicità a mezzo post su social network - Presupposti - Giudizio di accertamento.
In materia di pratiche commerciali vige il principio secondo cui la pubblicità deve essere chiaramente riconoscibile come tale, risultando vietata ogni forma di pubblicità subliminale. La pubblicità ingannevole realizza una pratica commerciale scorretta laddove realizza l'occultamento della natura promozionale del messaggio di per sé idoneo a determinare un falso convincimento nel consumatore e a condizionarne le scelte.In tale ambito rientra la pubblicità occulta, che si sostanzia in una condotta insidiosa fondata su un'informazione apparentemente neutrale e disinteressata, che può portare un pregiudizio economico al mercato dei consumatori. Il divieto di pubblicità occulta si estende anche alle ipotesi della pubblicità c.d. redazionale, che si rivolge al pubblico con le sembianze di un normale servizio giornalistico, veicolando il messaggio pubblicitario in via surrettizia. Laddove il messaggio è veicolato a mezzo dei cc.dd. post sulle piattaforme Facebook e Instagram, questo è idoneo a integrare una forma di pubblicità occulta laddove si presenta come narrazione di un'esperienza personale di consumatori ma nel concreto declina indicazioni e suggerimenti che vengono generalmente fornite dai venditori. Gli accertamenti dell'Autorità passano attraverso la fase volta a verificare la natura commerciale della comunicazione e la fase volta a verificare se l'operatore abbia adottato tutti gli accorgimenti che consentono al consumatore di distinguere tale pubblicità dalle altre forme di comunicazione.
In una realtà in cui i moduli di comunicazione sono sempre più digitali e social, anche la normativa di cui al Dlgs 6 settembre 2005, n. 206, recante il Codice del consumo, deve risultare al passo con i tempi per poter garantire l'attuazione degli scopi perseguiti consistenti nel corretto funzionamento del mercato interno e nel conseguimento di un elevato livello di tutela dei consumatori.
Con la sentenza in esame il Consiglio di Stato affronta profili innovativi della concreta evoluzione delle pratiche commerciali, specialmente a mezzo social
L'importanza della sentenza
Con la sentenza in esame il Consiglio di Stato affronta profili innovativi della concreta evoluzione delle pratiche...


