La vicenda oggetto di analisi in questa sede trae origine dalla proposizione di un ricorso per cassazione contenente richiami a precedenti giurisprudenziali inesistenti o comunque non corrispondenti alle affermazioni riportate nell'atto.
LA MASSIMA
Responsabilità e risarcimento - Avvocato - Responsabilità professionale - Utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale - Ricorso proposto in violazione del dovere di controllo - Negligenza - Sanzione pecuniaria - Somma più elevata alla cassa ammende - Prevista. (Cpp, articolo 616)
Il richiamo, all'interno di un ricorso per cassazione, di precedenti giurisprudenziali inesistenti o frutto di "allucinazione" dei sistemi di intelligenza artificiale (generativa) costituisce un elevato indice di colpa qualificata nella determinazione della causa di inammissibilità. Tale condotta giustifica l'irrogazione della sanzione ai sensi dell'articolo 616 Cpp - aumentabile fino al triplo, tenuto conto della gravità della causa di inammissibilità - qualora la Corte abbia ravvisato che il ricorso è stato proposto senza il minimo controllo professionale sulla veridicità e pertinenza delle fonti invocate.
Tempi duri per gli avvocati che pensano di poter ottenere risultati positivi affidandosi al nuovo Golem costruito sugli algoritmi evoluti. L'intelligenza artificiale può essere uno strumento potente, ma non sostituisce il giudizio critico, l'esperienza e la responsabilità professionale che l'ordinamento continua a richiedere. E, come è ovvio, gli strumenti offerti dalla tecnologia non possono essere utilizzati per condizionare gli esiti del giudizio.
Poche settimane fa il Tribunal Regional...


