La Cgue con la sentenza sulla causa C-465/24 ha chiarito che l’adozione delle misure restrittive contro la Russia, a causa dell’invasione dell’Ucraina, che ha determinato il congelamento di fondi russi nella Ue impedisce di fatto - e in modo assoluto e incondizionato - che il titolare di un certificato azionario possa partecipare all’assemblea generale degli azionisti ed esprimere in tale sede il proprio voto.
Il caso deciso riguarda le misure restrittive Ue adottate nei confronti della banca russa Sberbank T che ne hanno determinato il congelamento dei fondi. Ma soprattutto l’estensione di tale congelamento anche ai fondi posseduti nella Ue da una sua controllata indiretta SBK Art con la conseguente limitazione dell’esercizio dei suoi diritti di azionista.
La vicenda olandese
La Stak, entità di diritto olandese, detiene e gestisce le azioni della Fortenova GroupTopCo (società di diritto croato, attiva nei settori del commercio al dettaglio, della produzione alimentare e dell’agricoltura). A tale titolo, la STAK emette certificati azionari della Fortenova TopCo e versa dividendi ai titolari di tali certificati. Tra i titolari di detti certificati figura la SBK Art, che ne detiene il 41,82% 5. Il consiglio di amministrazione della Stak, quando ha convocato i titolari dei certificati azionari a un’assemblea generale degli azionisti, prevista per il 18 agosto 2022 ad Amsterdam (Paesi Bassi), ha annunciato che i titolari soggetti a sanzioni sarebbero stati privati dell’esercizio dei diritti connessi a tali certificati e, in particolare, del loro diritto di voto in assemblea. Il giorno dell’assemblea, la SBK Art ha nondimeno tentato di esercitare sia fisicamente che elettronicamente i propri diritti di voto, ma le è stato negato l’accesso a tale assemblea, nonché al dispositivo di voto elettronico. In mancanza del quorum, è stata convocata una nuova assemblea per il 30 agosto 2022.
Il divieto di voto contestato davanti al giudice olandese
Il consiglio di amministrazione della STAK ha nuovamente annunciato che i voti delle persone soggette a misure restrittive non sarebbero stati riconosciuti. Nel frattempo, la SBK Art ha presentato una domanda di provvedimenti provvisori diretta a far ingiungere alla STAK di autorizzare, nel periodo fino al 31 dicembre 2022, la sua partecipazione a qualsiasi assemblea e l’esercizio dei diritti di voto connessi ai suoi certificati azionari.
L’accoglimento della domanda annullato in secondo grado
Con sentenza del 6 settembre 2022, il giudice cautelare del tribunale di Amsterdam ha accolto tale domanda. Di conseguenza, una terza assemblea, che era stata convocata per l’8 settembre 2022, è stata annullata. Tuttavia, il 29 dicembre 2022 la Corte d’appello di Amsterdam ha annullato la decisione del giudice cautelare.
Il rinvio pregiudiziale della Corte Suprema dei Paesi Bassi
La SBK Art ha proposto ricorso per cassazione avverso la decisione di detta Corte d’appello dinanzi alla Corte suprema dei Paesi Bassi. Tale organo giurisdizionale ha chiesto alla Corte di giustizia di interpretare il diritto dell’Unione in relazione alla nozione di «congelamento di fondi».
L’interpretazione della Cgue
Nella sua sentenza, la Corte dichiara che il congelamento di fondi impedisce, in modo assoluto e incondizionato, al titolare di un certificato azionario, o a una persona o a un’entità ad esso associata, di partecipare a un’assemblea generale degli azionisti e di votare in tale sede.
La Corte ha motivato la sua decisione spiegando che i certificati azionari costituiscono dei fondi.
L’esercizio dei diritti conferiti da tali certificati di partecipare a un’assemblea dei titolari di detti certificati e di votare in tale sede costituisce un atto di utilizzo di tali certificati che, a tale titolo, deve essere qualificato come «uso di fondi».
Per di più, l’esercizio di tali diritti comporta, anche se solo indirettamente, una o più conseguenze sui fondi, quali una modifica del loro volume, del loro importo, della loro collocazione, della loro proprietà, del loro possesso, della loro natura o della loro destinazione.
Tale esercizio porta, infatti, all’adozione, da parte dell’assemblea dei titolari di detti certificati, di decisioni che influiscono necessariamente sullo stato e sul funzionamento della società e, di conseguenza, almeno indirettamente, sul suo valore nonché, quindi, sul valore stimato delle azioni o dei certificati azionari di cui è titolare la persona soggetta a sanzioni.
Qualsiasi interpretazione meno restrittiva sarebbe in contrasto con l’obiettivo consistente nel far sì che il congelamento di fondi abbia la conseguenza di limitare al massimo le operazioni che possono essere eseguite su fondi congelati.

