Si pone, quindi, anche per questo intervento riformatore la questione di come interpretare il riferimento alla commissione del reato da parte del minore, quale presupposto per l'irrogazione della sanzione all'esercente la potestà genitoriale: se deve trattarsi di un accertamento incidentale del Prefetto a fini amministrativi o se sia richiesto che si giunga ad un accertamento giudiziale di una condotta qualificabile come reato.
L'articolo 2 del decreto-legge n. 23 del 2026 interviene sul cosiddetto "decreto Caivano" n. 123 del 2023, che già conteneva misure urgenti per contrastare la criminalità minorile e che ora viene arricchito di altri strumenti sanzionatori anche a carico dei genitori dei minori, e sulla legge 29 maggio 2017 n. 71, che conteneva disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo e che ora anch'essa amplia le sue previsioni ad ipotesi di ...


