Il detenuto sottoposto al carcere duro per l’invio di atti processuali al difensore o ai familiari non ha un diritto soggettivo generalizzato a recapitarli tramite pacco postale. Non sussiste, in capo al recluso tale diritto all’invio all’esterno di pacchi postali così come ha diritto a riceverne. il diritto garantito è quello all’interlocuzione assicurata con il proprio difensore e alla corrispondenza con i propri familiari. E non è violazione di tali diritti la pretesa della casa circondariale ...

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